Il Mondiale nel caos. L’Iran va verso il forfait
La geopolitica torna a irrompere nel calcio. Luigi Guelpa, su Tuttosport, accende i riflettori sulla situazione dell’Iran e sulla possibile partecipazione della selezione di Teheran alla prossima Coppa del Mondo, organizzata da Stati Uniti, Canada e Messico.
Come scrive Luigi Guelpa su Tuttosport, dopo l’escalation del conflitto che coinvolge Iran, Stati Uniti e Israele, la presenza della nazionale iraniana alla rassegna iridata è diventata un tema politico prima ancora che sportivo. Già nel 2022 la Fifa aveva valutato un’eventuale esclusione dell’Iran dal Mondiale in Qatar, ma allora non si arrivò a una decisione drastica. Oggi, con uno scenario di guerra aperta e attacchi missilistici che toccano direttamente uno dei Paesi ospitanti, il quadro è radicalmente mutato.
Il presidente della Federazione iraniana, Mehdi Taj, ha ammesso in tv che è «improbabile» pianificare serenamente il torneo dopo l’attacco statunitense, annunciando anche la sospensione del campionato nazionale. Un passaggio che, come evidenzia Luigi Guelpa su Tuttosport, fotografa un Paese in stato di emergenza e rende evidente quanto sia difficile separare sport e politica.
La Fifa, per ora, mantiene una linea prudente. Il segretario generale Mattias Grafstrom, durante l’assemblea dell’International Football Association Board a Cardiff, ha parlato di situazione «prematura» per commenti approfonditi, ribadendo che l’obiettivo resta una Coppa del Mondo sicura con tutte le squadre qualificate. Parole misurate, che però – sottolinea ancora Luigi Guelpa su Tuttosport – non risolvono il nodo centrale: può una nazionale di un Paese coinvolto in un conflitto aperto disputare le proprie gare negli Stati Uniti?
Il paradosso è evidente. L’Iran dovrebbe giocare nel Gruppo G proprio negli Usa: a Los Angeles contro Belgio e Nuova Zelanda e a Seattle contro l’Egitto. Due città simbolo, due palcoscenici delicatissimi sotto il profilo della sicurezza e dell’ordine pubblico. Non solo una questione di logistica o visti diplomatici, ma anche di eventuali proteste, boicottaggi e tensioni negli stadi.
Se l’esclusione diventasse concreta, si aprirebbe il tema delle sostituzioni. Secondo gli scenari più accreditati riportati da Luigi Guelpa su Tuttosport, l’Iraq – atteso da uno spareggio intercontinentale – potrebbe essere promosso direttamente alla fase finale, con gli Emirati Arabi Uniti coinvolti nel nuovo percorso playoff. Più teorica, al momento, l’ipotesi di un ripescaggio basato sul ranking Fifa.
Il calcio mondiale resta in attesa. Ma questa volta, più che mai, il pallone rischia di finire in secondo piano.
