Escl. Poggi: «Johnsen è unico, può fare la Serie A. Perin e Fortin? Quando tornerà Joronen…»

Paolo-Poggi

Dennis Johnsen è uno dei grandi protagonisti dell’avvio di stagione del Palermo. L’attaccante norvegese sta trascinando i rosanero con prestazioni di qualità e una continuità realizzativa che ha sorpreso anche chi lo conosce bene. Tra questi c’è Paolo Poggi, ex dirigente del Venezia, che ha avuto modo di apprezzare le caratteristiche del calciatore durante la sua esperienza in arancioneroverde. Intervistato in esclusiva ai microfoni di Ilovepalermocalcio.com, Poggi ha analizzato il rendimento di Johnsen, le ambizioni di promozione del Palermo e la situazione dei portieri rosanero, soffermandosi anche su Udinese e Roma.

Johnsen è uno dei protagonisti di questo avvio di stagione. Che impressione le sta facendo?


«Johnsen è un giocatore di grande qualità, che conosce il calcio italiano e ha già vinto in Serie B. È nel pieno della maturità calcistica e adesso sta sicuramente stupendo per numero di gol realizzati. Quando arrivò a Venezia mi impressionò per le sue doti tecniche e la sua velocità di azione. Ha delle caratteristiche particolari che lo rendono unico nel suo ruolo».

Il fatto di aver già affrontato la Serie A può aiutarlo a non pagare un eventuale salto di categoria?

«Quando ha affrontato la massima serie al Venezia aveva fatto bene, salvo poi doversi fermare per via di un infortunio. Johnsen aveva approcciato la Serie A senza alcun problema. Mi auguro per lui e per il Palermo che la maturità acquisita gli permetta di confermare i numeri di quest’anno anche nella categoria superiore».

A proposito di numeri, quelli del Palermo in questo avvio di stagione possono rappresentare una garanzia in chiave promozione?

«La continuità che il Palermo sta avendo è determinante in Serie B. Questo si sposa al meglio con la qualità dell’organico che inevitabilmente spaventa le antagoniste. Questi fattori fanno del Palermo la prima candidata alla promozione».

A Venezia ha conosciuto anche Joronen. Il suo futuro ritorno può creare un problema di abbondanza, viste le qualità di Perin e il rendimento di Fortin?

«Non penso si possa definire un problema. Quando si vince si sta bene a prescindere dalle presenze collezionate. Joronen non è solo un grande portiere, ma anche un ragazzo con alte qualità morali. L’abbondanza dunque la definirei un vantaggio».

La sua ex Udinese non sta attraversando un buon momento. Runjaic merita fiducia incondizionata?

«Runjaic ha portato qualcosa all’Udinese in questi anni. Aprire dei cicli in bianconero non è facile. Sono riusciti a farlo, a memoria, Guidolin e Zaccheroni. Adesso le difficoltà sono oggettive. Credo che la società farà le sue valutazioni in queste due partite. Non credo infatti abbia senso un eventuale cambio di guida tecnica dopo un turno infrasettimanale».

Per lei un passato anche alla Roma. I giallorossi possono essere gli antagonisti dell’Inter nella corsa allo scudetto?

«L’Inter è la super favorita al titolo. È sicuramente la squadra più forte. Per struttura e per idea di gioco, però, la Roma può disturbare i nerazzurri».