Escl. Terlizzi: «Palermo, attenzione al Pescara. Inzaghi un esempio per tutti»

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«Il Pescara non lascia nulla al caso. Gli arriva in casa un avversario importante come il Palermo che è tra le prime in classifica, è normale che sia per loro un motivo per mettersi in mostra. Sulla carta non hanno nulla da perdere, giocano in casa e non sarà un match facile», queste alcune delle dichiarazioni ai microfoni di “IlovePalermocalcio.com” di Christian Terlizzi, doppio ex dell’incontro. L’ex difensore dei rosanero ha analizzato il match di sabato, lanciando uno sguardo anche alla lotta per la Serie A e al suo rapporto con mister Inzaghi.

Domenica ci sarà il match tra Palermo e Pescara, gli adriatici sono attualmente ultimi in classifica ed i rosanero stanno attraversando un ottimo periodo di forma: pensa che il destino di questo match sia già scritto?

«No, assolutamente. Credo che, come si è visto anche contro il Venezia, il Pescara non lasci nulla al caso. È normale che una squadra che sta per retrocedere e vive un momento brutto abbia bisogno di tirarsi su. Gli arriva in casa un avversario importante come il Palermo che è tra le prime in classifica, è normale che sia per loro un motivo per mettersi in mostra. Sulla carta non hanno nulla da perdere, giocano in casa e non sarà un match facile».

Al vertice della classifica di Serie B ci sono al momento 4 contendenti per i primi due posti: chi pensa che alla fine avrà la meglio?

«Non mi voglio esprimere perché non voglio portare sfortuna al Palermo. Quindi ti ho dato la risposta che auguro ai tifosi e alla gente».

Con i nuovi innesti, Insigne su tutti, gli adriatici possono raggiungere la salvezza diretta o devono puntare alla zona play-out?

«Devono pensare alla zona play-out. La salvezza diretta è lontana, si fa un passo alla volta altrimenti non arrivi mai».

Quanto pensa che possa incidere Insigne nell’attuale campionato di Serie B?

«Insigne può incidere anche in Serie A se sta bene. È stato un giocatore importante e non ti scordi come si gioca a calcio, tutto parte dalla sua forma fisica. Questo non posso saperlo, ma calcisticamente è sempre stato un giocatore importate e se sta bene può incidere anche in Serie A».

Lei era un difensore con il vizio del gol, in particolare nella stagione 2005-06 ha messo a segno ben 5 marcature con la maglia del Palermo: a tal proposito, che ne pensa del momento magico di Ceccaroni che nelle ultime 8 partite ha siglato 3 reti?

«Credo che sia un valore aggiunto. Oggi se va a segno un difensore quando magari l’attaccante ha una giornata storta, credo che sia una cosa importante. Poi bisogna andare a vedere quanto hanno inciso questi gol sul campionato».

In passato ha affrontato Inzaghi da avversario diverse volte: qual era l’aspetto più difficile nel doverlo marcare?

«Tutti. Pippo è stato un giocatore di un livello assurdo e chi non ci ha giocato contro non si può rendere conto di quanto era forte. Tutti gli dicono che tecnicamente era scarso, forse sì, ma se fai 500 gol non sei così scarso come dicono. Lui aveva una voglia di fare gol e scendere in campo da cui tutti dovrebbero prendere esempio, sia allenatori che giocatori. Questo si vede anche oggi che siede in panchina, uno come lui penso non ci sia mai stato in giro».

Che rapporto aveva ed ha con lui dentro e fuori dal campo?

«Non abbiamo mai avuto un’amicizia che ci abbia legato. Ci incontravamo quando eravamo giovani, quando si andava magari a cena con gli amici o a qualche serata. Ci conosciamo soprattutto da avversari».

Il presidente del Pescara Sebastiani ha dichiarato che senza i torti arbitrali subiti il Pescara non sarebbe ultimo in classifica: pensa che questi errori e mancanza di uniformità di giudizio possano veramente aver falsato la classifica?

«Se andiamo a guardare i torti arbitrali la Juventus ti dice che sarebbe stata prima in classifica. Quindi credo che non si possano prendere in considerazione, quello che parla è il campo. Devi vedere in un anno quello che fai. È più importante vedere come gestisci alcune cose piuttosto che il torto arbitrale».

Lei ha allenato le giovanili della Lazio: che ne pensa del momento societario che stanno attraversando i biancocelesti e i conseguenti scarsi risultati sul campo?

«I scarsi risultati e i nuovi innesti societari sono il perché io sono andato via dalla Lazio, perché non voglio avere più nulla a che fare con determinate persone».

Per chi farà il tifo domenica?

«Faccio il tifo per tutte e due. In tutte e due le squadre ho lasciato un pezzo della mia vita ed è giusto che faccia il tifo per entrambe. Quando vivi in una città lasci lì un pezzo della tua vita. Ho più ricordi positivi a Palermo perché ci ho vissuto tanti anni. A Pescara, per quello che ci ho vissuto, sono stato bene ed ho imparato a volere bene anche alla gente della città, non a tutta ma a qualcuno sì».

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