Escl. Marino: «Equilibrio totale tra Frosinone e Palermo: partita senza padroni»
Pasquale Marino, doppio ex di Frosinone e Palermo, è intervenuto in esclusiva ai microfoni di “Ilovepalermocalcio.com” per analizzare il big match di domani sera tra le due squadre, una sfida dal peso specifico altissimo che mette in palio un posto in Serie A. L’allenatore Pasquale Marino ha sottolineato fin da subito l’equilibrio della gara, spiegando come «non ci sia un vero favorito», vista la forza del Palermo e la sorprendente continuità del Frosinone, definito «la vera rivelazione del campionato».
Nel corso dell’intervista, Marino ha evidenziato le possibili chiavi tattiche della sfida, sottolineando come il Frosinone, squadra propositiva, possa concedere qualche spazio, pur restando «una formazione con poche lacune». Allo stesso tempo, ha elogiato la solidità dei rosanero, descritti come «una squadra costruita per vincere, compatta e con tante alternative», ribadendo di non vedere veri punti deboli nell’organico siciliano.
Spazio anche a una riflessione sugli scontri diretti, nei quali il Palermo ha incontrato qualche difficoltà: «Ogni partita ha una sua storia», ha spiegato Marino, ricordando comunque come i rosanero restino tra le rose più competitive del campionato. Infine, sull’esito della stagione, l’allenatore ha preferito non sbilanciarsi: «È difficile fare pronostici, sono tutte squadre forti e competitive», lasciando intendere come saranno i dettagli a decidere una sfida che si preannuncia aperta e combattuta fino all’ultimo minuto.
Domani ci sarà il match tra Palermo e Frosinone: chi parte favorito?
«È una partita equilibrata, non c’è un favorito perché il Palermo è una squadra forte, composta da giocatori importanti, sia tra i titolari sia nell’intero organico disponibile, contro un Frosinone che è la vera sorpresa del campionato. Nessuno pensava che arrivasse a reggere fino alla fine nelle prime posizioni. Ho visto che stanno abbastanza bene dal punto di vista fisico, la partita col Padova lo ha dimostrato, quindi credo che sarà una gara molto equilibrata».
Dove può fare male il Palermo al Frosinone?
«Il Frosinone è una squadra che gioca in avanti e magari lascia un po’ di spazio. Questo lo saprà bene l’allenatore, che certamente avrà preparato la partita in una certa maniera per cercare di sfruttare qualche lacuna di una squadra che, secondo me, ne ha poche».
Viceversa, quali sono secondo lei i punti deboli di questo Palermo?
«Io credo che il Palermo non abbia punti deboli. È una squadra costruita per vincere, compatta, con tante alternative. Non credo che abbia difetti importanti che possano agevolare gli avversari».
La squadra sta facendo fatica negli scontri diretti quest’anno, soprattutto contro Monza, Frosinone e Venezia. Secondo lei cosa manca ai rosanero?
«Ogni partita ha una sua storia. Il Palermo, come organico, è tra le prime. Credo che gli organici più importanti li abbiano Monza e Venezia, sulla carta. Poi, subito dopo, c’è il Palermo, mentre il Frosinone resta una sorpresa».
Se fosse lei in panchina oggi, cosa cambierebbe in questo Palermo per migliorare questo trend negli scontri diretti?
«A distanza non so, lo saprà bene l’allenatore. Non mi permetto di prendere il posto di chi lavora quotidianamente con la squadra. Chi li vede e li allena ogni giorno ha tutte le possibilità di capire e cambiare, se ce n’è bisogno».
La sua parentesi come allenatore del Palermo è stata breve. Nel 2019 ha accettato la panchina, poi dopo un mese c’è stato il fallimento. Che progetto le era stato presentato?
«Tante chiacchiere, anche perché sappiamo tutti com’è andata a finire. Ci sono state troppe parole e pochi fatti. Non c’è stato tempo di programmare niente».
Le è rimasto il rimpianto di non aver potuto allenare il Palermo?
«Quando sono arrivato sapevo delle difficoltà, mi aspettavo una situazione del genere. Chiaramente mi sarebbe piaciuto, ma non è stata una sorpresa».
Passiamo alla lotta salvezza, dove ci sono varie squadre che ha allenato come Pescara, Spezia, Bari ed Empoli. Secondo lei chi parte favorito per salvarsi e chi invece rischia di non farcela?
«Credo che sia una lotta fino alla fine. Ci sono squadre come il Pescara che in questo momento è una delle più in forma del campionato: esprime un buon calcio e ha fatto innesti importanti come Enzini e Brugman nella sessione di gennaio. Credo che il Pescara alla fine si tirerà fuori. Altre squadre alternano partite importanti a prestazioni negative, quindi si lotterà fino alla fine».
Ha un pronostico per la partita di venerdì e per chi andrà in Serie A?
«È difficile fare pronostici perché sono tutte squadre forti e competitive. È inutile azzardare: il fattore campo può incidere, ma le squadre mature sanno affrontare la partita undici contro undici. L’atmosfera non condiziona chi ha giocatori esperti e ambizioni di vittoria».
