Corriere dello Sport: “Perinetti: «Romano? Il talento non ha età. Il Palermo fa bene a puntare sui giovani»”
Il direttore generale dell’Athletic Club Palermo Giorgio Perinetti ha analizzato il momento del calcio italiano e le prospettive di crescita dei giovani in un’intervista rilasciata a Tullio Calzone per il Corriere dello Sport. Tra i temi affrontati anche il nuovo corso della FIGC, il ruolo dei procuratori, la valorizzazione dei talenti e il mercato del Palermo.
Perinetti ha accolto con favore l’elezione del nuovo presidente federale Giovanni Malagò: «L’elezione di Giovanni Malagò chiude un periodo negativo sul piano dei risultati per il movimento calcistico italiano e cristallizzato sotto il profilo delle riforme, ormai non più rinviabili. È normale che questa elezione federale sia stata accolta con grandi aspettative e speranze di rinnovamento».
Sul futuro del calcio italiano e sulla collaborazione tra le varie componenti del movimento, il dirigente ha spiegato: «Occorre tornare a una più intensa collaborazione tra le Leghe, nell’ottica di una maggiore attenzione alle risorse del nostro calcio».
Parlando del nuovo numero uno della FIGC, Perinetti ha aggiunto: «Il nuovo presidente federale è un uomo d’azione e di relazione. Conosce il calcio di vertice e viverlo da dentro gli consentirà di leggere meglio tutte le complesse dinamiche che si determinano».
Spazio anche al tema procuratori: «Il problema dei procuratori, e soprattutto dei mediatori, non è legato al loro utilizzo. Ma all’abuso che le società ne fanno».
Sulla valorizzazione dei giovani, Perinetti ha sottolineato la necessità di avere maggiore coraggio: «Evidentemente più coraggio. Le dimensioni del campo sono le stesse ovunque: un giovane che primeggia in Serie B può dire la sua anche in massima serie. Il valore di un calciatore non deve essere esaltato attraverso regole, ma mediante il riconoscimento e il sostegno del talento di cui dispone aiutandolo a svilupparlo».
A suo giudizio serve anche un cambiamento culturale: «Sarà inevitabile fare una riflessione profonda, condivisa e non limitata dai singoli interessi di categoria».
Sul futuro dei campionati professionistici, Perinetti è netto: «I format dei tornei andrebbero inevitabilmente adeguati alle risorse e ai tempi. Il sistema non regge più».
Riguardo al ruolo dei fondi d’investimento nel calcio italiano, il dirigente osserva: «Sono stati un’opportunità nel momento in cui hanno portato linfa economica al nostro calcio incapace di andare oltre certi livelli di sviluppo. Poi sono diventati un rischio per la visione che hanno di questo sport».
Secondo Perinetti, il calcio italiano dispone comunque di una base importante sulla quale costruire il futuro: «Il nostro calcio non è ricco di talenti, ma dispone pur sempre di una considerevole potenzialità che va sviluppata con criteri diversi nella formazione e poi valorizzata attraverso una filiera virtuosa».
Infine, un passaggio sul mercato del Palermo e sul nome di Alessandro Romano, giovane centrocampista della Roma seguito dal club rosanero: «Il talento non ha età. Il calcio è equilibrio e in una squadra serve il giusto mix tra esperienza e spensieratezza dei giovani».
