Repubblica Palermo: “La Juventus è più forte e vince 2 a 0. Ma i rosa non sfigurano”

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La Juventus è troppo forte, ma il Palermo non sfigura. L’ultima amichevole della tournée australiana si chiude con il successo per 2-0 dei bianconeri, ma per Filippo Inzaghi arrivano indicazioni interessanti a pochi giorni dal primo appuntamento ufficiale della stagione, la sfida di Coppa Italia contro il Lecce.

Come sottolinea Massimo Norrito su Repubblica Palermo, il divario tecnico tra le due formazioni era evidente già alla vigilia: da una parte una Juventus costruita per competere ai vertici della Serie A, dall’altra un Palermo che punta alla promozione. Nonostante questo, i rosanero lasciano Perth a testa alta e con una base sulla quale continuare a lavorare.


Palermo compatto, Inzaghi prova il 4-2-3-1

Inzaghi sceglie una formazione molto vicina a quella che potrebbe rappresentare il punto di partenza per le gare ufficiali. Davanti a Joronen agiscono Cassandro, Magnani, Ceccaroni e Augello. Segre e Ranocchia compongono la coppia di centrocampo, mentre Gyasi, Hernani e Johnsen sostengono Pohjanpalo.

Il 4-2-3-1, osserva Massimo Norrito su Repubblica Palermo, in alcuni momenti si trasforma in un 4-4-2, con Hernani che si avvicina al centravanti finlandese. Nei primi minuti il Palermo offre soprattutto un’impressione di compattezza: reparti vicini e movimenti coordinati per contenere la maggiore qualità juventina.

È inevitabilmente la squadra di Spalletti a gestire maggiormente il pallone. Il Palermo si abbassa, difende con ordine e prova a ripartire. Particolarmente impegnativo il duello sulla fascia tra Conceição e Augello, con il portoghese tra gli elementi più pericolosi della Juventus.

Yildiz sblocca la partita

La pressione bianconera aumenta con il trascorrere dei minuti. Conceição sfiora il vantaggio con una conclusione a giro, mentre i rosanero faticano a sviluppare con continuità la propria fase offensiva.

Un aspetto positivo evidenziato da Repubblica Palermo riguarda però la gestione del possesso: quando recupera il pallone, la squadra di Inzaghi cerca di non liberarsene immediatamente e prova a costruire.

Il vantaggio juventino arriva proprio nel finale del primo tempo. Joronen non riesce a respingere efficacemente una conclusione di Celik, che recupera il pallone e serve Yildiz: il numero 10 trova così la rete dell’1-0.

Vavassori e Strefezza danno vivacità

Nella ripresa il Palermo prova a giocare con maggiore coraggio. Inzaghi cambia progressivamente uomini inserendo Vavassori, Barba, Le Douaron, Peda e Palumbo. Successivamente trovano spazio anche Pierozzi, Bozzolan, Gomes, Estevez e soprattutto Strefezza, all’esordio in maglia rosanero.

Secondo Massimo Norrito su Repubblica Palermo, l’impatto delle alternative è positivo. Vavassori si rende pericoloso dalla distanza costringendo Perin all’intervento, mentre il Palermo riesce ad alzare maggiormente il proprio baricentro.

Joronen è costretto ad abbandonare il terreno di gioco per un problema fisico, lasciando spazio a Fortin. Nel finale arriva però il raddoppio della Juventus: Milik firma il 2-0, spegnendo le speranze di rimonta rosanere.

Il Palermo prova comunque a reagire fino alla fine e Le Douaron va vicino al gol, trovando sulla propria strada una buona risposta di Perin.

Il risultato premia dunque la maggiore qualità della Juventus, ma il test australiano lascia a Inzaghi diverse indicazioni. Come emerge dall’analisi di Massimo Norrito su Repubblica Palermo, compattezza difensiva, profondità dell’organico e capacità di reggere per lunghi tratti contro un avversario superiore rappresentano gli aspetti dai quali ripartire. Adesso il precampionato è terminato: contro il Lecce si comincerà a fare sul serio.