Abodi spiega, ma la Favorita divide: l’“arena” resta un caso politico e sportivo

Il ministro dello Sport Andrea Abodi prova a fare chiarezza, ma il dibattito sull’“arena” alla Favorita resta apertissimo. Dopo l’interrogazione parlamentare, il titolare del dicastero ha ricostruito i passaggi che hanno portato allo spostamento della Grand Stand Arena dall’area di Borgo Nuovo alla Favorita, spiegando che l’intervento «non rientra più nel perimetro delle risorse del decreto periferie». Una ricostruzione che, però, non convince del tutto politica e territorio, come evidenziato da Giancarlo Macaluso sul Giornale di Sicilia.

Secondo quanto riferito da Abodi, il progetto sarebbe finanziato con fondi comunali Poc e non inciderebbe sulle somme destinate alle periferie. Il ministro ha inoltre ricordato che la Grand Stand Arena è attualmente concessa in noleggio fino al 31 dicembre 2028 e che Sport e Salute ha valutato positivamente il riscatto anticipato dell’impianto, precisando però che la localizzazione definitiva non è ancora stabilita e potrà essere rivista in fase esecutiva. Una spiegazione riportata da Giancarlo Macaluso sul Giornale di Sicilia, che tuttavia lascia irrisolti diversi nodi.

A sollevare le maggiori perplessità è il Movimento 5 Stelle. Il consigliere regionale Antonio Randazzo parla apertamente di contraddizione: «Si richiama il modello Caivano, ma poi si colloca l’impianto nel centro della città». Un’operazione da oltre sei milioni di euro che, secondo i critici, rischia di gravare sul bilancio comunale sottraendo risorse a servizi essenziali. Una posizione evidenziata ancora da Giancarlo Macaluso sul Giornale di Sicilia, che sottolinea come la questione non sia solo economica, ma anche politica e urbanistica.

Il tema dell’uso improprio delle facilitazioni previste dal decreto Caivano è centrale: strumenti pensati per le periferie vengono applicati in un’area centrale come la Favorita, lontana – secondo l’opposizione – dallo spirito originario della norma. Un punto ribadito nel commento di Giancarlo Macaluso sul Giornale di Sicilia, che evidenzia come la rigenerazione urbana resti un concetto ancora ambiguo nella sua applicazione palermitana.

In attesa di decisioni definitive, il caso “arena” continua a dividere. Abodi ha spiegato, ma per molti non basta: la Favorita resta terreno di scontro tra visione sportiva, scelte urbanistiche e gestione delle risorse pubbliche, come conclude Giancarlo Macaluso sul Giornale di Sicilia.