De Rossi: «Palermo era un big, oggi l’obiettivo è la continuità come Atalanta e Bologna»
Daniele De Rossi - fonte Instagram - ilovepalermocalcio
Daniele De Rossi è intervenuto in conferenza stampa per presentare la sfida contro l’Atalanta, soffermandosi su diversi temi tra campo, crescita del Genoa e modelli di sviluppo nel calcio italiano. Il tecnico rossoblù ha analizzato la gara imminente, ma ha anche allargato il discorso a visioni più ampie, citando esempi virtuosi e facendo riferimento anche al passato del Palermo.
L’Atalanta è un esempio da seguire?
«Sono quelli gli esempi, come il Bologna. Ci sono sempre state queste realtà. Anche il Palermo negli anni miei era un big, anche il Chievo con la sua struttura. La differenza è che l’Atalanta e il Bologna danno continuità a quel percorso lì. Quello è l’obiettivo. L’Atalanta l’ha fatto nel tempo sapendo dare continuità ai risultati e agli investimenti. Si è trasformata in una squadra che buttava dentro giocatori fino a comprare giocatori a 40 o 50 milioni. L’ha fatto gradualmente. In questo momento è un obiettivo, ma è molto lontano».
Quanto è importante fare un punto per salvarsi matematicamente?
«Dobbiamo fare i punti. Non per la matematica, anche se è fondamentale. La salvezza l’abbiamo già raggiunta un paio di settimane fa. Abbiamo visto i dati nostri e loro, che ci dicono che abbiamo giocato alla pari. Dobbiamo fare altrettanto con l’Atalanta, che abbiamo affrontato due volte e abbiamo sempre perso, giocando forse 20 minuti in parità numerica su 180. Dobbiamo capire perché, vuol dire che loro attaccano bene lo spazio e si inseriscono bene. Se abbiamo questa aggressività rischiamo di scoprirci, cerchiamo di giocare undici contro undici».
Il Genoa sembrava l’Atletico di Simeone contro il Como.
«Noi l’abbiamo preparata molto difensivamente. Se fossimo stati aggressivi al punto giusto li avremmo tolto il pallone, per non farli pareggiare troppo. Potevamo essere pericolosi e così è stato, come l’occasione con Vitinha e quella con Amorim, dove se avessero fischiato il rigore nessuno avrebbe gridato allo scandalo. Ci vuole aggressività e conoscenza degli avversari. Se non dai una giusta copertura rischi di essere troppo scoperto. Abbiamo gestito bene la palla quando l’avevamo. Il possesso palla è un numero, ma ti fa capire che abbiamo lasciato completamente palla a loro. Ho fatto vedere le statistiche del Como contro Inter, Roma e Juventus e dal punto di vista dei numeri abbiamo fatto una partita migliore. Posso essere soddisfatto di tutto tranne che del risultato. Ho fatto gli esempi a Vitinha, che ha rubato una palla ed è scivolato, ha rubato la palla al difensore del Napoli conquistando un rigore e una al difensore dell’Inter segnando il gol. Se noi siamo questi e andiamo forte, credendo nell’errore degli avversari, porteremo a casa punti. Non sempre scivoleremo. Possono sembrare errori avversari, invece è coraggio nostro».
L’Ostiamare diventerà una squadra satellite del Genoa?
«No. L’Ostiamare è l’Ostiamare. Ha un’identità sua, non sarà mai satellite del Genoa o della Roma. Non sarà queste sciocchezze che leggiamo sui social. Siamo arrivati lì giocando con qualche prestito da altre squadre e i nostri giovani della Juniores. Giocheremo in Serie C l’anno prossimo. Andremo a pescare ragazzi dalle Primavera, considerando anche i rapporti che abbiamo. Sto guardando quelli di tante altre squadre con cui abbiamo ottimi rapporti, come Genoa o Roma. Sfrutterò le mie conoscenze come facciamo tutti quanti, ma la bellezza di quel progetto è che non vogliamo essere la succursale di nessuno. Siamo piccoli, dobbiamo creare le strutture e aspettiamo che la burocrazia ci dia il via libera perché siamo pronti. Noi nel nostro piccolo costruiamo giocatori e li costruiamo. Il nostro obiettivo sarà fare i campionati con i calciatori cresciuti da noi».
