Corriere dello Sport: “Milano, indagine nel calcio. Una lunga lista di nomi imbarazza l’intero movimento”
Come riportato dal Corriere dello Sport, l’inchiesta della Procura di Milano si sviluppa su più fronti, tra verifiche finanziarie, analisi dei dispositivi e audizioni delle testimoni. Un’indagine articolata che, come sottolinea il Corriere dello Sport, punta a fare piena luce su un presunto sistema di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione legato alla movida e con possibili contatti anche nel mondo del calcio.
Secondo quanto evidenziato dal Corriere dello Sport, gli investigatori del Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza stanno analizzando una lunga lista di “parole chiave”, nella quale compaiono anche 65 cognomi di calciatori. Nessuno di loro risulta indagato, come ribadisce il Corriere dello Sport, ma i nomi sono stati inseriti per effettuare riscontri incrociati tra chat, intercettazioni e movimenti bancari.
Al centro dell’indagine, riporta ancora il Corriere dello Sport, ci sarebbe l’agenzia Ma.De Milano, ritenuta una presunta società “schermo”. Nei giorni scorsi sono stati disposti gli arresti domiciliari per Emanuele Buttini e Deborah Ronchi, considerati i promotori dell’organizzazione, insieme ad Alessio Salamone e Luz Luan Amilton Fraga, accusati di gestire le ragazze e il cosiddetto “dopopartita” degli atleti negli hotel di lusso.
Sempre secondo il Corriere dello Sport, emergono bonifici per circa 200mila euro effettuati da calciatori verso gli arrestati. Un aspetto che sarà approfondito per chiarire se tali somme siano legate esclusivamente alla partecipazione a eventi o anche ad altri servizi. Non si esclude, nelle prossime fasi dell’inchiesta, la convocazione di alcuni tesserati come testimoni.
Parallelamente, evidenzia il Corriere dello Sport, proseguono le audizioni delle giovani coinvolte, tutte sentite come testimoni. Il sistema, stando agli atti, avrebbe coinvolto circa cento ragazze, italiane e straniere. Una di loro ha riferito che veniva trattenuto almeno il 50% dei compensi, delineando una gestione strutturata e continuativa.
Infine, come riporta il Corriere dello Sport, è stato disposto un sequestro preventivo da oltre 1,2 milioni di euro, ritenuti provento di autoriciclaggio. Le indagini si concentrano anche su conti esteri, in particolare in Lituania, dove sarebbero confluiti parte dei presunti profitti illeciti.
