Calaiò: «Catania e Napoli piazze simili. Da palermitano scegliere i rossazzurri non fu semplice»
Emanuele Calaiò continua a seguire con attenzione il cammino del Catania. L’ex attaccante rossazzurro, oggi residente al Vomero a Napoli, è stato protagonista in entrambe le piazze che hanno segnato la sua carriera: con il Napoli contribuì alla risalita dalla C1 alla Serie B segnando 32 gol tra il 2006 e il 2008, mentre con il Catania realizzò 18 reti in Serie B nella stagione 2014-15.
Intervistato da La Sicilia, l’Arciere ha analizzato la sfida che attende il Catania sul campo della capolista Benevento, soffermandosi anche sul lavoro del tecnico sannita Floro Flores.
«Gioco con lui a calciotto, ma siamo stati anche compagni nelle giovanili azzurre. Sono stato contento che dalla Primavera abbia avuto l’opportunità di allenare in prima squadra dopo aver fatto gavetta. Realisticamente: sette punti non sono facili da rimontare per il Catania. L’unica possibilità è che la squadra rossazzurra vinca a Benevento, e ci può stare perché il Catania e il Benevento sono le più forti».
Nel corso dell’intervista concessa a La Sicilia, Calaiò ha ricordato come gli infortuni abbiano inciso sul rendimento dei rossazzurri nel corso della stagione.
«Gli infortuni di giocatori importanti come Forte, Cicerelli, Di Tacchio, hanno inciso perché in Lega Pro spostano gli equilibri. Averli sempre cambia il volto di una squadra. Il Benevento fin qui è stato costante, infortuni ne ha avuti pochi; è una rosa con giocatori di livello, anche di categoria superiore. Quindi nel calcio mai dire mai. Se il Catania vuole puntare al primo posto sicuramente deve imporsi a Benevento».
Secondo l’ex bomber, la sfida del “Vigorito” può assumere il valore di uno spareggio promozione.
«Benevento è una piazza calda, i tifosi spingono, sono sempre numerosi. Io auguro la promozione diretta o tramite i playoff a tutte e due le società. Spero proprio che il Catania possa intanto tornare in Serie B perché ci sta provando da anni e perché ha una società solida».
Nel dialogo con La Sicilia, Calaiò ha poi ricordato il legame profondo con Napoli e Catania, due città che vivono il calcio con grande passione.
«Sono due piazze simili, che vivono di calcio ed esprimono un calore e una passione incredibili. A Napoli ho giocato quattro anni, ho centrato due promozioni, sono ritornato per fare l’Europa League come il vice Cavani. Ed è stato un trampolino di lancio. Catania è venuta dopo. Non è stata una scelta facile perché comunque essendo di Palermo inizialmente c’era un po’ di dubbio da entrambe e parti. La mia è stata una scelta voluta fortemente e con la giusta carica agonistica. Poi ho avuto la fortuna che in Coppa Italia e alla prima di campionato ho fatto subito gol».
Con la maglia rossazzurra l’attaccante realizzò 18 gol in campionato, numeri importanti che però non bastarono per completare il progetto sportivo.
«A gennaio siamo andati meglio, ma per vincere i campionati devi essere costante. Personalmente è stata una stagione favolosa, a parte il numero delle reti. Avevo un triennale, avevo programmato di rimanere, poi è successo il patatrac (squadra retrocessa d’ufficio, ndr) e sono dovuto andare via».
Tra i ricordi più vividi della sua esperienza in Sicilia, Calaiò indica una rete in particolare.
«Quella in rovesciata a Varese. Ho preso la palla molto alta con un gesto tecnico eccezionale, se lo rivedo adesso. Quella realizzazione me la porterò sempre nel cuore perché comunque è stata nella hit più bella in quel campionato di Serie B; è stato il gol più bello. Quel momento e tanti altri mi sono rimasti in testa come fasi indelebili della carriera. Ecco perché oggi seguendo il Catania faccio fatica a vederlo ancora in serie C. Spero ancora per poco».
A distanza di anni il legame con le due tifoserie resta fortissimo, come dimostra l’affetto che ancora oggi riceve dai sostenitori di Napoli e Catania.
«Mi fa un enorme piacere perché, ripeto, sono due piazze, due città simili. Io infatti anche da Palermo – quando mi sono trasferito a Napoli – non ho avuto tante difficoltà ad ambientarmi, perché anche la gente è molto solare, passionale come me, quindi mi sono adattato subito».
Calaiò ha confermato di essere tornato recentemente anche a Catania, ritrovando una città che sente ancora vicina.
«Qualche mese fa e mi sono tuffato in una realtà che sento sempre vicina. Ho rivisto i luoghi in cui vivevo con la squadra, i quartieri popolari, i posti in cui producono e vendono cibo davvero buonissimo. Se la gente mi ricorda con affetto vuol dire che ho fatto bene sotto il profilo calcistico e umano. Tutto ciò mi rende orgoglioso».
