Trapani, bufera su calcio e basket: Antonini «Andremo fino in fondo»
ROMA – La rottura è totale. Dopo la partita-farsa contro Trento e alla vigilia del vertice straordinario tra FIP e Lega, che potrebbe portare all’estromissione dal campionato, il presidente del Trapani Shark Valerio Antonini alza il livello dello scontro con le istituzioni sportive. Ospite di Radio Anch’io Sport su Rai Radio 1, il numero uno del club siciliano annuncia il ricorso alla giustizia ordinaria.
«Oggi a noi è rimasta solo la via della giustizia ordinaria. Abbiamo perso completamente la fiducia in quella sportiva dopo aver assistito a procedimenti incredibili presso il Tribunale federale della pallacanestro», attacca Antonini. «Abbiamo appena pubblicato un comunicato preparato dai nostri avvocati in cui ricostruiamo gli abusi sulla vicenda dei punti di penalizzazione e le forzature clamorose delle ultime due sanzioni, con una serie di violazioni delle norme e degli iter procedurali da far rabbrividire, con tanto di prove».
Il presidente risponde anche alle critiche di chi accusa il club di aver esposto giocatori giovanissimi, anche minorenni, a una figuraccia sportiva nell’ultima gara: «Chi dice queste cose non conosce i regolamenti. Se non avessimo schierato la squadra per due partite consecutive, avrei automaticamente autorizzato la radiazione della società per mia responsabilità».
Una scelta, quella di scendere comunque in campo, che Antonini rivendica con forza: «In questo modo, invece, sarà la Federazione a dover radiare la società. Questo aumenterà i danni che chiederemo in sede giudiziale per quanto è stato fatto». E aggiunge: «Solo dopo le sentenze del Consiglio di Stato, del Tar e della Commissione tributaria ci si renderà conto che sono stati commessi errori clamorosi che hanno portato alla situazione attuale».
Alla domanda su cosa rifarebbe, potendo tornare indietro, la risposta è netta: «Non entrerei nello sport, certamente. Sono un imprenditore che ha investito 20 milioni di euro in un territorio particolare come Trapani. Il consiglio che do a qualsiasi imprenditore è di non entrare nello sport».
Infine, nessuna intenzione di fare un passo indietro né nel basket né nel calcio: «Assolutamente no. Porteremo avanti questa battaglia giudiziale che per me è diventata una battaglia di dignità, legata al mio nome e alla mia famiglia. Lotteremo per ricostruire la verità dei fatti».
