Escl. Saudati: «Empoli-Palermo? Nulla di scontato. Il limite di Baldini e quel consiglio di Berlusconi…»
«Nel calcio non c’è mai nulla di scontato. Soprattutto quando una squadra, seppure in difficoltà, è reduce da un cambio alla guida tecnica. Come di consueto in questi casi, ogni calciatore cerca di mettersi in mostra con il nuovo allenatore, per farsi apprezzare e far emergere le proprie qualità».
Questo il pensiero ai microfoni di Ilovepalermocalcio.com dell’ex attaccante dell’Empoli Luca Saudati, in vista del match di campionato di sabato tra i toscani e il Palermo.
Viste le difficoltà dell’Empoli, rischiamo di perdere una tra le realtà che nella storia ha fornito più talenti al calcio italiano?
«C’è da capire bene quali saranno le dinamiche societarie, con l’inserimento del gruppo americano del quale si parla da diverso tempo. Non saprei dire se siamo al tramonto di una delle realtà che, insieme all’Atalanta, ha regalato tanti giovani interessanti al nostro calcio. Di certo, al momento, l’Empoli non sta vivendo un periodo roseo».
Perché Baldini riesce a entrare così in empatia con i gruppi che allena, creando una particolare alchimia?
«Il mister è una persona credibile che riesce a farsi volere bene. Lui va al di fuori di quello che è il classico schema calcistico, nonostante padroneggi molto bene la materia. Onestamente non mi aspettavo questo exploit anche con l’Under 21, considerato che non può lavorare ogni giorno con il gruppo. Mi ha sorpreso sotto questo punto di vista. Una possibilità anche a livello di Nazionale maggiore forse era giusto dargliela. La scelta è caduta sull’usato sicuro. Forse il suo essere schietto, vero e sincero, in un mondo “particolare” come quello del calcio, lo ha un po’ penalizzato».
Simone, Weah, Boban, Dugarry, Savicevic, Baggio. Hai condiviso al Milan lo spogliatoio con grandi campioni. Quale di questi ti ha trasmesso di più e a quale resti più legato?
«Resto legato a ognuno di loro. Ho avuto la fortuna di sfruttare quel periodo, cercando di carpire il massimo da ogni campione con il quale avevo il piacere di allenarmi. Ho raccolto tanto anche sotto il profilo umano. Ricordo con piacere quando, in occasione di un mio errore a tu per tu con il portiere, ricevetti un suggerimento di Berlusconi, che mi disse di fare il colpo sotto in quelle circostanze. Questo a testimonianza della grandezza non solo dell’uomo, ma anche dell’intenditore di calcio».
Con Rocchi al Como hai disputato un’importante stagione in Serie C. Meglio voi due allora o Douvikas e Kean ora?
«Parliamo di due squadre completamente diverse e di due categorie praticamente opposte. Noi giocavamo in Lega Pro ed eravamo ancora molto giovani e con tutto da dimostrare. Kean e Douvikas hanno già maturato un’esperienza internazionale. Di certo mi tengo molto stretta e con affetto la coppia Rocchi-Saudati».
Oggi il tuo ex allenatore Cagni non le manda a dire e si sta ritagliando il suo spazio nel mondo social. Te lo aspettavi?
«Non mi aspettavo questa sua natura social. Io non sono un grande fruitore del mondo social. Però stimo mister Cagni come persona e professionista, considerato che con lui all’Empoli ho disputato la mia annata migliore. Ogni tanto mi diverto a seguirlo nella sua diatriba a distanza con Adani. Posso dire di essere un fan di Gigi Cagni».
Da ex attaccante, pensi che Pohjanpalo possa essere considerato un attaccante di categoria o che possa essere in grado di far valere le sue qualità anche nella massima serie?
«Non credo alle etichette. Se uno trova le condizioni ambientali e l’allenatore giusti, può essere bravo in qualsiasi categoria. Stimo tantissimo Pohjanpalo, ritenendolo un attaccante completo, che può fare bene anche in Serie A. Non è solo un attaccante letale nel campionato cadetto, ma può dire la sua anche in un campionato di massima serie di qualità inferiore rispetto a quando ci giocavo io. Inoltre mister Inzaghi, maestro nel ruolo, ha sicuramente delle dinamiche da poter raccontare al proprio attaccante».
