Giornale di Sicilia: “Il Conca d’Oro devastato Il progettista di Zamparini: «Tetto da rifare, servono mesi»”
L’incendio è stato spento, ma adesso al Conca d’Oro comincia una fase altrettanto delicata. Mentre prosegue la valutazione dei danni provocati dalle fiamme, cresce infatti la preoccupazione per il futuro di circa 1.500 lavoratori. A fare il punto è Fabio Geraci sul Giornale di Sicilia.
Di questi, circa 1.200 sono impiegati nei negozi e nell’ipermercato, mentre altri 300 fanno parte dell’indotto, tra servizi di pulizia, manutenzione e vigilanza. Anche le attività risparmiate direttamente dal rogo sono ferme e, al momento, non esistono certezze sui tempi necessari per ripartire.
I lavoratori: “L’incertezza del domani è devastante”
Gli accessi ai parcheggi sono rimasti chiusi. Soltanto alcuni dipendenti hanno potuto entrare a piccoli gruppi per recuperare borse ed effetti personali lasciati durante la rapida evacuazione.
A dominare è l’incertezza. «L’incertezza del domani è davvero devastante psicologicamente – racconta Valentina –. Il mio cuore, come quello di ognuno di noi, spera di non essere lasciato solo dalla città e dalle istituzioni».
La lavoratrice descrive quanto il centro commerciale fosse diventato parte della quotidianità: «Un lutto, questa è la sensazione che provo».
Anche Laura, dipendente di Clayton, attività che sarebbe rimasta fuori dall’area direttamente interessata dall’incendio, sottolinea sui social il legame costruito negli anni tra lavoratori e centro commerciale. Raffaella esprime lo stesso smarrimento: «Non sappiamo ancora cosa ci riserveranno i prossimi giorni. Oggi fa male. Ma voglio continuare a credere che, dopo questo incubo, tornerà la luce».
Si lavora per una riapertura parziale
L’obiettivo è provare a riaprire nel minor tempo possibile le zone del complesso rimaste intatte, una volta concluse tutte le verifiche di sicurezza.
I curatori della liquidazione giudiziale della Compal, società che gestisce il Conca d’Oro, hanno espresso «vicinanza e solidarietà» e spiegato di essere in «costante contatto con i vigili del fuoco, le forze dell’ordine e le autorità», assicurando il massimo impegno affinché il centro possa tornare operativo quanto prima.
Particolarmente delicata è anche la situazione dell’ipermercato. Riccardo Catania, direttore Area Sicilia Pac 2000A Conad, spiega che la struttura non ha subito danni strutturali, ma ogni giorno di chiusura produce conseguenze importanti, soprattutto per la presenza di prodotti deperibili.
Lagalla convoca un vertice
Sul futuro dei lavoratori si stanno muovendo anche Comune e Regione. Il sindaco di Palermo Roberto Lagalla ha convocato per domani un incontro con i curatori della struttura.
«L’obiettivo – sottolinea – è garantire la continuità occupazionale».
Secondo Lagalla, l’intervento dei vigili del fuoco ha circoscritto «all’ala sud i danni più significativi» e «ci sono tutte le condizioni per ripristinare la funzionalità e l’esercizio delle attività».
Anche il presidente della Regione Renato Schifani ha espresso vicinanza ai lavoratori e alle loro famiglie. L’assessore regionale al Lavoro Nuccia Albano ha invece assicurato attenzione sulle possibili conseguenze occupazionali e disponibilità per l’attivazione delle politiche necessarie.
L’architetto Vigneri: “Serviranno alcuni mesi”
A fornire una prima valutazione sulla gravità dei danni è Mario Vigneri, l’architetto che progettò il Conca d’Oro per l’immobiliare del gruppo Zamparini.
Pur precisando di non avere effettuato personalmente un sopralluogo e di basarsi esclusivamente sulle immagini disponibili, Vigneri ritiene significativo il danno alla porzione compresa tra Piazza Mare e l’area food.
«I danni sono ingenti. La struttura del tetto e della galleria va rifatta interamente. Sono lavori importanti e, se tutto va bene, serviranno alcuni mesi per portarli a termine».
L’architetto spiega che la galleria è sostenuta da una struttura in legno lamellare e che sarà indispensabile verificare come la parte portante abbia reagito alle elevate temperature.
Riapertura parziale possibile
Secondo Vigneri, tecnicamente potrebbe essere possibile separare la zona danneggiata da quelle rimaste indenni.
«Si può isolare un’ala chiudendo da una piazza all’altra e lasciare funzionare il resto, ma bisogna prima conoscere le condizioni statiche dell’edificio e mettere tutto in sicurezza».
La prospettiva di una riapertura parziale resta dunque legata all’esito delle verifiche tecniche.
Le indagini sulle cause
Nel frattempo continuano gli accertamenti del nucleo investigativo dei vigili del fuoco. Tra le principali ipotesi vengono valutati un guasto elettrico, un cortocircuito o un malfunzionamento dell’impianto di climatizzazione.
Come ricostruisce Fabio Geraci sul Giornale di Sicilia, circa un mese prima dell’incendio il personale di Risparmio Casa aveva scioperato denunciando, tra le varie criticità, un impianto di climatizzazione guasto da settimane. Il negozio si trova nell’ala raggiunta dalle fiamme, ma saranno esclusivamente le indagini a stabilire se esista una relazione con l’incendio o se si tratti di una coincidenza.
Gli investigatori non trascurano neppure l’ipotesi di un’origine dolosa e stanno verificando eventuali collegamenti con il racket.
Spenti gli ultimi focolai e terminate le operazioni più urgenti di bonifica, restano dunque aperti due fronti: stabilire le cause dell’incendio e accelerare, nel rispetto delle condizioni di sicurezza, il ritorno al lavoro di circa 1.500 persone.
