Gazzetta dello Sport: “Euro 2032, Milano corre contro il tempo: Palermo e Roma più avanti sul fronte stadi”
Milano vuole esserci a Euro 2032, ma la corsa verso il nuovo San Siro non ammette rallentamenti. Come racconta Filippo Conticello sulla Gazzetta dello Sport, il dossier milanese è tra quelli che generano maggiore attenzione perché il nuovo impianto di Inter e Milan dovrà essere consegnato entro l’estate del 2031, appena dodici mesi prima dell’Europeo.
La situazione non è ancora tale da creare allarmi, ma il margine per gli imprevisti resta ridotto. Secondo Filippo Conticello sulla Gazzetta dello Sport, altre città hanno già guadagnato terreno sul piano progettuale e autorizzativo: tra queste ci sono Roma e Palermo, che in questo momento sembrano avere maggiore slancio rispetto a Milano.
Il punto fermo è che Euro 2032 si giocherà comunque anche in Italia. La manifestazione è condivisa con la Turchia e la componente italiana non è in discussione. Resta invece da capire quali saranno le cinque città selezionate per ospitare le gare.
Tredici città per cinque posti
La corsa interna è molto affollata. Sono tredici le città che hanno presentato i propri dossier alla FIGC: Bari, Bologna, Cagliari, Firenze, Genova, Lecce, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Salerno, Torino e Verona.
Come sottolinea Filippo Conticello sulla Gazzetta dello Sport, alcune città hanno presentato anche più di un progetto. Napoli, per esempio, lavora sia sulla riqualificazione del Maradona sia sull’ipotesi del nuovo stadio immaginato da De Laurentiis. Roma, invece, si muove tra Olimpico, nuovo impianto della Roma a Pietralata e progetto della Lazio al Flaminio.
La FIGC dovrà valutare lo stato delle autorizzazioni, la copertura finanziaria, la reale fattibilità dei lavori e la capacità delle città di gestire un evento internazionale.
La prima scadenza chiave è il 1° ottobre, quando sia l’Italia sia la Turchia dovranno indicare alla UEFA cinque città candidate, oltre ad alcune eventuali riserve.
Le scadenze UEFA
Il calendario è molto rigido. Il progetto definitivo e la copertura finanziaria dovranno essere definiti entro l’inizio di ottobre, mentre la UEFA considera marzo 2027 come riferimento per l’avvio dei lavori.
Gli impianti dovranno poi essere completati entro giugno 2031, un anno esatto prima della competizione.
Secondo Filippo Conticello sulla Gazzetta dello Sport, il quadro complessivo degli investimenti per gli stadi italiani potrebbe raggiungere quasi 6 miliardi di euro, di cui circa 1,5 miliardi pubblici e 4,5 miliardi privati.
Milano, una sola strada: il nuovo San Siro
La posizione di Milano è particolare. L’attuale Meazza non possiede i requisiti necessari per ospitare Euro 2032 e, di conseguenza, la città ha una sola possibilità concreta: completare in tempo il nuovo impianto progettato da Milan e Inter.
Il cronoprogramma prevede progressi nelle bonifiche e la definizione del Progetto di Fattibilità Tecnica ed Economica entro l’anno. Tra primavera ed estate 2027 dovrebbe poi arrivare l’approvazione definitiva del Piano Attuativo, prima dell’avvio dei lavori veri e propri.
A quel punto il cantiere dovrebbe procedere per circa tre anni.
Come evidenzia Filippo Conticello sulla Gazzetta dello Sport, sulla carta i tempi possono ancora essere rispettati. Il problema è rappresentato dal margine quasi inesistente per eventuali ricorsi, rallentamenti amministrativi o contrattempi di cantiere.
Palermo e Roma in vantaggio
Il confronto con le altre città rende ancora più evidente la necessità di accelerare. Palermo, in particolare, viene indicata tra le realtà che in questo momento hanno maggiore vento alle spalle sul fronte progettuale.
Roma può contare su una situazione ancora più articolata: il progetto di Pietralata per il nuovo stadio della Roma sarebbe avanti di circa un anno rispetto a quello milanese, mentre l’Olimpico parte da una posizione favorevole per quanto riguarda l’adeguamento ai parametri UEFA.
Da qui nasce uno scenario che fino a pochi anni fa sarebbe sembrato difficile da immaginare: Euro 2032 potrebbe teoricamente avere due impianti a Roma e nessuno a Milano.
Non sarebbe un problema per la riuscita dell’evento, ma rappresenterebbe certamente una grande occasione persa per una delle capitali storiche del calcio italiano.
