Inzaghi: «Vorrei restare a lungo a Palermo. Io e la squadra dobbiamo assolutamente sdebitarci»
Restare a Palermo a lungo, possibilmente anche in Serie A. Filippo Inzaghi non nasconde il desiderio di proseguire il proprio percorso sulla panchina rosanero. Nell’ultima parte dell’intervista concessa a Tullio Calzone per il Corriere dello Sport, il tecnico parla della propria filosofia calcistica, degli allenatori che lo hanno influenzato, della lotta scudetto e del legame costruito con la piazza palermitana.
Qual è il concetto di gioco irrinunciabile nella sua visione del calcio e quali sono i tecnici a cui deve di più, anche in panchina?
«Tutti gli allenatori pensano a dominare e a vincere. Ma bisogna sempre capire che squadra si ha. Ormai in una partita si giocano diverse partite e non si può prescindere da questa considerazione. Lavorare tanti anni con Carlo Ancelotti, un esempio di gestione del gruppo, mi ha certamente influenzato. E poi ho anche in casa uno degli allenatori più bravi d’Europa e sono fortunato anche in questo».
Inzaghi sulla lotta scudetto
Nell’intervista di Tullio Calzone per il Corriere dello Sport c’è spazio anche per uno sguardo alla Serie A e alla corsa per lo scudetto.
Per lo scudetto è lotta Milano-Roma, come racconta la classifica in questo momento, o sarà possibile la variabile Como? E il Napoli di Allegri è già fuori dai giochi?
«Penso che l’Inter, per organico e qualità, sia sopra agli altri. Ma la Roma di Gasperini mi sta impressionando e credo possa dire la sua sino alla fine. Credo, inoltre, che la Juventus, senza la Champions League, possa rientrare in gioco. Mi auguro che il Milan torni a lottare per lo scudetto. Poi immagino che il Como, più del Napoli, possa giocarsela, anche se non sarà semplice. Infine, sottolineerei l’enorme lavoro che sta facendo Rino Gattuso alla Lazio in un contesto, tra l’altro, non agevole».
«Nel calcio non c’è spazio per i rimpianti»
Il percorso da allenatore di Inzaghi è passato anche dalla Serie A, con le esperienze sulle panchine di Milan, Bologna, Benevento e Salernitana. Tullio Calzone sul Corriere dello Sport gli chiede se, ripensando a quelle tappe, ci siano errori o rimpianti.
Lei ha già allenato, con alterne fortune, in A Milan, Bologna, Benevento e Salernitana. Errori e rimpianti?
«Si vince e si perde. Tutto mi ha fatto crescere e confido di essere un allenatore migliore di qualche anno fa e di poter diventare migliore di oggi tra qualche anno. Nel calcio non c’è spazio per i rimpianti».
Inzaghi: «A Palermo mi sono trovato benissimo»
Il passaggio conclusivo dell’intervista di Tullio Calzone per il Corriere dello Sport riguarda direttamente il futuro. Alla domanda sulla possibilità di restare a lungo sulla panchina del Palermo, anche in caso di approdo nella massima serie, Inzaghi risponde senza nascondere il proprio legame con la città e con i tifosi.
Inzaghi al Palermo per restarci a lungo, anche in massima serie?
«Mi piacerebbe tanto. A Palermo mi sono trovato benissimo sin dal primo giorno. C’è stata una dimostrazione d’affetto smisurata nei miei confronti. E ho gratitudine verso la gente. Applaudito subito senza aver fatto niente, ma anche dopo la gara col Catanzaro, quando i tifosi sono stati straordinari nonostante non avessimo centrato la finale».
Un momento che Inzaghi conserva tra i ricordi più emozionanti della propria carriera in panchina:
«Quegli applausi sono stati uno dei momenti più commoventi della mia carriera di allenatore. Io e la squadra sappiamo che dobbiamo assolutamente sdebitarci».
