Gazzetta dello Sport: “Corradi: «Retrocesse favorite, ma occhio a chi ha un budget superiore al nostro»”
Bernardo Corradi è pronto a vivere la sua prima vera esperienza da allenatore di un club professionistico. Dopo il lungo percorso nelle Nazionali giovanili e l’ultima stagione nello staff di Massimiliano Allegri al Milan, il tecnico ha raccontato emozioni, idee e obiettivi in un’intervista concessa alla Gazzetta dello Sport, parlando del nuovo corso della Sampdoria.
L’ex attaccante ammette che la panchina è arrivata più tardi di quanto molti si aspettassero. «All’inizio non volevo fare l’allenatore. Poi, durante l’anno trascorso a Coverciano nel 2015, ho capito che quella era la mia strada».
L’esperienza con le selezioni giovanili della Nazionale è stata determinante per la sua crescita. «Mi ha aiutato tantissimo. Ho imparato quanto sia importante incidere sul percorso di crescita di un gruppo. Anche da calciatore non vivevo mai gli allenamenti in maniera passiva: volevo capire sempre il perché di ogni esercitazione».
Nel corso dell’intervista alla Gazzetta dello Sport, Corradi ha parlato anche del lavoro svolto al Milan al fianco di Massimiliano Allegri, un’esperienza che considera fondamentale. «Mi occupavo della tattica insieme a Magnanelli e del lavoro specifico con gli attaccanti. Allegri è una persona di grande spessore e con un’altissima capacità manageriale. In campo ha letture da vero genio. Quando gli ho comunicato che sarei andato alla Sampdoria mi ha semplicemente detto: “Vai”».
La chiamata blucerchiata rappresenta una grande responsabilità dopo stagioni complicate per il club ligure. «So che quella della Sampdoria è una panchina ambitissima. I tifosi chiedono impegno, partecipazione e trasporto. Io posso garantire una cosa: darò tutto quello che ho».
Il tecnico ha spiegato anche il proprio metodo di lavoro. «Cerco di stimolare i giocatori a ragionare e trovare da soli le soluzioni. Parlo individualmente con tutti e provo a costruire una vera filosofia di lavoro».
Alla domanda se si senta una scommessa, Corradi risponde con serenità: «Non considero questa definizione offensiva. Conosco il livello della mia preparazione».
Lo staff tecnico è formato da persone con cui condivide un forte legame umano. «Credo moltissimo nell’amicizia. Massimo Mutarelli sarà il mio vice, Attilio Lombardo rappresenta la storia della Sampdoria e Stefano Fiore è un amico vero».
Da ex centravanti, Corradi ha anche spiegato cosa pretende dai suoi attaccanti. «Devono prendere la decisione migliore nel minor tempo possibile ed essere sempre dentro la partita».
Spazio poi ai singoli. Su Lorenzo Insigne il tecnico è ottimista: «Lo vedo molto bene. Sta lavorando a parte per raggiungere la migliore condizione». Un pensiero anche per Luka Modric, allenato fino a pochi mesi fa: «È un campione straordinario, con l’entusiasmo di un ragazzo alla prima convocazione».
Sul piano tattico, nell’intervista alla Gazzetta dello Sport, Corradi conferma di voler partire dalla difesa a quattro, pur senza rigidità. «L’importante è creare superiorità numerica e riconoscere gli spazi. Bisogna sapersi adattare alle partite. Mi porto dietro anche gli insegnamenti di Delneri. Non sono uno di quelli che vuole costruire sempre da dietro. La Sampdoria sarà una squadra propositiva, ma aspettiamo di completare la rosa».
Per quanto riguarda gli obiettivi stagionali, il tecnico evita proclami ma chiarisce la propria mentalità. «Non potrei mai venire alla Sampdoria e dire che voglio salvarmi. Voglio fare il meglio possibile».
Corradi ha poi confermato che la società sta valutando tutti gli elementi della rosa, compresi Gennaro Tutino e il giovane Lorenzo Paratici, figlio del direttore sportivo della Fiorentina. «Di lui non guardo il cognome. Mi piace e vedremo quale sarà il percorso migliore».
Tra i giocatori che lo hanno impressionato maggiormente durante il ritiro c’è anche Tobias Lauritsen. «Mi ha colpito molto: è pulito tecnicamente, ha qualità ed è bravo dentro l’area di rigore».
Infine uno sguardo alla Serie B. «Le retrocesse dalla Serie A partono sempre con i favori del pronostico, ma bisognerà fare attenzione anche ai club che hanno un budget superiore al nostro».
