Gazzetta dello Sport: “Pirlo, il caso Russia rallenta tutto. Malagò vuole vederci chiaro”
La corsa di Andrea Pirlo verso la panchina della Nazionale subisce un’improvvisa frenata. Come racconta Elisabetta Esposito sulla Gazzetta dello Sport, il nodo non riguarda più soltanto le valutazioni tecniche, ma anche una questione di opportunità legata ai rapporti dell’ex centrocampista con Fonbet, importante società russa di scommesse di cui è global ambassador.
Secondo Elisabetta Esposito sulla Gazzetta dello Sport, il problema non è tanto il legame con un marchio di betting, rapporto che potrebbe essere risolto con la rescissione del contratto, quanto il fatto che Fonbet sia una delle principali aziende russe del settore. Un elemento che ha assunto particolare rilevanza alla luce dei rapporti tra Italia e Russia dopo l’invasione dell’Ucraina.
A far discutere è stato anche il viaggio promozionale compiuto da Pirlo a Mosca due mesi fa insieme a Marco Materazzi, anch’egli ambassador del marchio. Una vicenda che ha alimentato il dibattito politico e istituzionale sulla possibile nomina dell’ex campione del mondo a commissario tecnico della Nazionale.
La Gazzetta dello Sport riporta le dure prese di posizione di diversi esponenti politici. La vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno ha parlato di «un grave errore», accusando Pirlo di aver prestato il proprio prestigio a iniziative utilizzate dalla propaganda del Cremlino. Il deputato di +Europa Benedetto Della Vedova ha invece sottolineato come un personaggio pubblico debba riflettere sul significato delle proprie scelte imprenditoriali, mentre il responsabile Sport del Partito Democratico Mauro Berruto ha ricordato che il ruolo di commissario tecnico richiede un comportamento esemplare. Sulla stessa linea anche il leader di Azione Carlo Calenda, secondo cui chi ha promosso interessi riconducibili alla Russia dopo il 2022 non dovrebbe ricoprire incarichi nazionali.
Proprio per questo motivo, riferisce ancora Elisabetta Esposito sulla Gazzetta dello Sport, il presidente della FIGC Giovanni Malagò ha chiesto ulteriori approfondimenti sulla natura del rapporto tra Pirlo e Fonbet. In particolare, la Federazione vuole analizzare il contratto sottoscritto dall’allenatore e verificare ogni aspetto dell’accordo.
Al centro delle verifiche c’è anche il legame tra Fonbet e Sergey Lomakin, proprietario dello United FC Dubai, il club allenato da Pirlo. Secondo la Gazzetta dello Sport, l’ingaggio dell’ex centrocampista da parte della società emiratina sarebbe stato funzionale anche alla promozione internazionale del marchio russo.
Pirlo aveva firmato con lo United FC Dubai il 24 luglio 2025, diventando successivamente global ambassador di Fonbet. I suoi legali sostengono che l’accordo commerciale sia strettamente collegato all’esperienza nel club arabo e che, una volta risolto quel contratto, decadrebbe automaticamente anche il rapporto con la società di scommesse. La rescissione, inoltre, potrebbe avvenire unilateralmente e senza penali.
La Federazione, tuttavia, vuole evitare qualsiasi futura situazione potenzialmente imbarazzante. Per questo motivo le verifiche proseguono con attenzione prima di arrivare alla firma.
Sul piano tecnico, invece, non cambiano le valutazioni. Elisabetta Esposito sulla Gazzetta dello Sport spiega che Paolo Maldini e Leonardo continuano a considerare Pirlo il profilo ideale per guidare la ricostruzione della Nazionale sia nell’immediato sia nel lungo periodo. I due dirigenti hanno già discusso con lui i primi dettagli del contratto, ma la FIGC non intende formalizzare alcun accordo finché l’allenatore resterà sotto contratto con un altro club.
Le riflessioni di Giovanni Malagò proseguiranno ancora. Se dalle verifiche non emergeranno elementi ritenuti incompatibili con il ruolo di commissario tecnico, la trattativa potrà essere chiusa rapidamente e l’Italia avrà finalmente il suo nuovo ct.
