Corriere dello Sport: “Pirlo in bilico per la Nazionale. Il caso Fonbet frena la FIGC”
L’approdo di Andrea Pirlo sulla panchina della Nazionale italiana è tutt’altro che definito. Come racconta Fabrizio Patania sul Corriere dello Sport, la candidatura dell’ex centrocampista attraversa ore complicate e rischia addirittura di sfumare prima ancora di diventare ufficiale.
Attualmente Pirlo è impegnato con lo United FC Dubai nel ritiro di Geinberg, in Austria, dove continua a lavorare con la squadra e a preparare l’amichevole contro il Salisburgo. Intanto, però, attorno al suo nome cresce il dibattito.
Secondo Fabrizio Patania sul Corriere dello Sport, dopo il rifiuto di Pep Guardiola, la scelta di puntare su Pirlo ha suscitato forti perplessità nell’opinione pubblica, nel mondo politico e anche all’interno della stessa Federazione. A complicare ulteriormente la situazione è emerso il caso legato a Fonbet, marchio russo di scommesse del quale Pirlo è testimonial.
La FIGC, riferisce il Corriere dello Sport, non sarebbe stata a conoscenza del rapporto commerciale e proprio questa vicenda avrebbe indotto i vertici federali a rallentare ogni decisione. Oltre ai dubbi sul profilo tecnico dell’ex campione del mondo, resta infatti da risolvere anche la questione contrattuale sia con lo United FC Dubai sia con lo sponsor.
Il presidente Giovanni Malagò si trova così davanti a una scelta delicata. Da una parte deve sostenere il progetto del nuovo Club Italia affidato a Paolo Maldini e Leonardo, dall’altra è chiamato a mantenere gli equilibri all’interno della Federazione, evitando ulteriori tensioni dopo la sua elezione.
Come evidenzia ancora Fabrizio Patania sul Corriere dello Sport, la Nazionale attraversa un momento estremamente delicato dopo tre mancate qualificazioni consecutive ai Mondiali e necessita di una guida capace di offrire certezze. Per questo motivo Malagò ha deciso di prendersi altro tempo dopo il no di Guardiola.
Nella giornata di ieri il presidente federale non avrebbe contattato Pirlo né autorizzato Maldini e Leonardo a chiudere l’operazione. Prima di qualsiasi passo ufficiale, infatti, il tecnico dovrebbe risolvere il contratto con lo United FC Dubai e interrompere anche il rapporto economico con Fonbet, senza avere la garanzia di diventare commissario tecnico.
Il caso ha provocato anche una forte reazione politica. Il Corriere dello Sport riporta le parole di Livio Berruto, responsabile Sport della segreteria del Partito Democratico, che ha definito incompatibile il ruolo di testimonial di una società di scommesse con quello di commissario tecnico della Nazionale, sottolineando inoltre come la provenienza russa del marchio rappresenti «un’aggravante».
Anche Carlo Calenda ha espresso forti perplessità, sostenendo che chi ha promosso interessi riconducibili alla Russia dopo il 2022 non dovrebbe ricoprire incarichi nazionali. Ignazio La Russa, invece, ha commentato da tifoso con un laconico: «Che Dio ce la mandi buona». Matteo Renzi ha infine ammesso di aver sperato fino all’ultimo nell’arrivo di Pep Guardiola.
Intanto Maldini continua a sostenere la candidatura di Pirlo, ma il Corriere dello Sport ricorda che nella lista dei profili giovani figuravano anche Thiago Motta e Raffaele Palladino. Sullo sfondo restano sempre Roberto Mancini e Antonio Conte, considerati i candidati di maggiore esperienza e ancora in attesa di eventuali sviluppi.
