Gazzetta dello Sport: “Possanzini: «Südtirol, voglio una squadra protagonista. Palermo tra le favorite»”

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Davide Possanzini è pronto a inaugurare il nuovo corso del Südtirol. Il tecnico, arrivato insieme al direttore sportivo Matteo Lovisa, ha raccontato idee, obiettivi e filosofia di gioco in un’intervista concessa alla Gazzetta dello Sport, soffermandosi anche sulle favorite del prossimo campionato di Serie B.

Il nuovo allenatore biancorosso spiega di aver accettato la proposta dopo il confronto con la dirigenza: «Mi ha convinto la telefonata con il ds Lovisa e il dt Fink. Mi hanno esposto la loro idea, quella di provare uno step ulteriore nell’ambito della proposta di gioco. Ho percepito chiarezza e convinzione nelle loro parole».


Per Possanzini non si tratta di una rivoluzione, ma di un’evoluzione. «Questo club è da cinque stagioni in Serie B e quindi di buono è stato fatto tanto. È un patrimonio che non va disperso, spero di riuscire ad attaccarne un altro pezzo».

Nel corso dell’intervista alla Gazzetta dello Sport, il tecnico ha illustrato la propria idea di calcio: «Mi piace essere protagonista, portare la palla, essere aggressivo. Queste sono le caratteristiche che vorrei nella mia squadra. Non sono un maestro, cerco di mettere a disposizione le cose che so trovando la chiave giusta per trasmettere i concetti al gruppo».

Ripercorrendo la sua carriera, Possanzini ha ricordato gli allenatori che lo hanno formato, da Zeman a Toshack, passando per Maran e Iachini: «Tutti mi hanno lasciato qualcosa. I dubbi sono il succo di questo mestiere: quando smetti di averli è meglio ritirarsi».

Fondamentale anche il lungo percorso al fianco di Roberto De Zerbi. «Ho avuto la possibilità di condividere un pensiero e lavorarci insieme da una prospettiva diversa, quella del vice. Oggi mi rendo conto di quanto quell’esperienza sia stata utile. Non voglio creare quella barriera giocatore-allenatore».

L’esperienza nel settore giovanile del Brescia ha rappresentato un’altra tappa importante della sua crescita. «Il vivaio ti permette di sbagliare, provare e riprovare. Per me dovrebbe essere un passaggio obbligatorio per tutti gli allenatori».

Possanzini ha poi ricordato con affetto anche il periodo trascorso a Mantova, senza nascondere l’emozione per un’esperienza che considera unica: «Sono legatissimo a tutto quello che è stato. A Mantova ho dato tutto e non porto rancore verso nessuno. Gli errori che ho commesso sono stati dettati dall’amore per ciò che avevamo costruito».

Interpellato sulle favorite del prossimo campionato, il tecnico del Südtirol non ha avuto dubbi. «Come sempre le tre retrocesse, quindi Cremonese, Verona e Pisa. E c’è anche il Palermo che si sta rinforzando».

Infine, un pensiero sui giovani. Nell’intervista alla Gazzetta dello Sport, Possanzini ha indicato la strada da seguire: «Vorrei rivedere quello che hanno fatto Catanzaro e Juve Stabia l’anno scorso. Hanno avuto il coraggio di lanciare i giovani. I giovani ci sono, serve solo il coraggio di farli giocare».