Gazzetta dello Sport: “Klinsmann: «Dopo lo scontro con Ranocchia ho rischiato di non camminare mai più»”
Cinque mesi dopo quel terribile scontro durante Palermo-Cesena, Jonathan Klinsmann può finalmente guardare avanti. Il portiere del Cesena ha ricominciato a lavorare in palestra e presto potrebbe tornare a correre. Un passo che assume un significato enorme dopo quanto accaduto lo scorso 18 aprile, quando l’impatto con Filippo Ranocchia gli provocò la frattura della prima vertebra cervicale e gravi lesioni ai legamenti del collo.
Intervistato da Luca Bianchin per la Gazzetta dello Sport, Klinsmann ha raccontato per la prima volta nel dettaglio la gravità di quei momenti e il rischio corso.
Che effetto fa ripensare allo scontro con Ranocchia?
«Non ho mai perso conoscenza, quindi ricordo tutto bene. Nei primi istanti ho pensato di aver preso un brutto colpo ma non immaginavo fosse una cosa così seria. La verità è che ho davvero rischiato di non giocare e non camminare mai più».
Il pericolo maggiore, spiega Klinsmann alla Gazzetta dello Sport, arrivò proprio nei minuti immediatamente successivi all’impatto.
«Per fortuna, ho detto ai difensori centrali di tenere la palla perché non riuscivo a muovere il collo. Se mi avessero passato la palla, non avrei potuto nemmeno abbassare lo sguardo per controllarla: i muscoli stavano impazzendo per proteggermi da un danno maggiore».
Il portiere racconta quanto sarebbe potuto bastare poco per aggravare drammaticamente la situazione: «Se in quei minuti avessi fatto qualcosa, magari un banale sprint laterale, avrei rischiato grosso. Anche il trasporto in ambulanza e il volo per Heidelberg sono stati rischiosi. Devo dirlo, sono stato estremamente fortunato».
«Ranocchia è venuto a trovarmi, non ha colpe»
Klinsmann ha parlato anche di Filippo Ranocchia, protagonista involontario dello scontro.
Ha più parlato con il centrocampista del Palermo?
«Sì, è venuto a trovarmi in ospedale, e come lui molte altre persone del Palermo. Non ha colpe, è successo».
Un passaggio importante dell’intervista concessa a Luca Bianchin, con il portiere che non attribuisce alcuna responsabilità al calciatore rosanero.
L’incidente, però, ha inevitabilmente cambiato il modo in cui Klinsmann guarda alla quotidianità: «Sono consapevole che rischio di più, che fare un incidente in auto potrebbe essere un guaio, ma la parte positiva è poter vivere la vita in modo diverso. È bello sapere di poter camminare ed è difficile essere negativo su qualcosa».
«Il prossimo anno mi vedo in campo»
La strada verso il ritorno è ancora lunga, ma Klinsmann ha un obiettivo preciso: «A fine stagione dovrei tornare ad allenarmi con la squadra, il prossimo anno mi vedo in campo».
Il momento emotivamente più difficile è arrivato in ospedale, quando la famiglia ha compreso la reale gravità dell’infortunio: «Il momento più difficile è stato in ospedale, con mio papà e la mia fidanzata, quando hanno capito la gravità della situazione. È stata dura guardarli».
Il padre è Jurgen Klinsmann, che Jonathan descrive semplicemente come «un grande papà». «So quanto sia stata dura per lui. L’infortunio è stato un brutto colpo per i miei, più che per me. La parte difficile per me era vederli così preoccupati».
Un altro intervento tra quattro mesi
Il percorso medico non è ancora terminato. Come racconta il portiere alla Gazzetta dello Sport, tra quattro mesi sarà necessario un nuovo intervento per rimuovere le quattro viti presenti nel collo.
Klinsmann, però, non vuole vivere nella paura: «Non ho paura di vivere, anche se sono cosciente che c’è una nuova situazione da affrontare. Ho solo grande voglia di tornare a giocare col Cesena».
Adesso è arrivata l’autorizzazione per ricominciare gradualmente l’attività fisica. Il primo passo è stato il ritorno in palestra, mentre la corsa potrebbe essere il prossimo.
Come è andato il primo allenamento?
La risposta di Klinsmann chiude con un sorriso un racconto drammatico: «Mi fa male tutto».
