Repubblica: “Trapani, eclissi totale. Il grande flop di Antonini travolge basket e calcio”
Valerio Antonini non le manda a dire al Taranto - ILovePalermoCalcio.com (Screenshot video YouTube)
C’era un tempo in cui Trapani era tappezzata di manifesti con il volto di Valerio Antonini e uno slogan diventato simbolo di un’epoca: «Io ci credo e tu?». Un messaggio che, come racconta la Repubblica Palermo nell’inchiesta firmata da Massimo Norrito, aveva acceso speranze e aspettative in una città che aveva scelto di credere nell’imprenditore romano, arrivato in Sicilia per amore e capace di imporsi con la forza di un ciclone.
Oggi, però, quel ciclone sembra aver lasciato dietro di sé soltanto macerie. Come ricostruisce la Repubblica Palermo di Massimo Norrito, la rinuncia della Trapani Shark alla gara di A1 contro la Virtus Bologna segna un punto di non ritorno: multa da 50mila euro, nono punto di penalizzazione e inibizione di due anni per Antonini. Un secondo forfait significherebbe l’estromissione dal campionato di Serie A di pallacanestro, scenario sempre più concreto alla luce delle pendenze Irpef e Iva e del conseguente blocco del mercato.
Il destino non è più clemente con il calcio. Sempre secondo la Repubblica Palermo, la squadra granata, già partita in Serie C con otto punti di penalizzazione, rischia di subirne altri otto con la sentenza attesa l’8 gennaio dal Tribunale federale. Proprio nelle ultime ore è arrivato un nuovo deferimento per mancati versamenti Irpef e Iva, stipendi non pagati ed emolumenti transitati da conti diversi da quello societario. Basket e calcio, due mondi legati dallo stesso epilogo amaro, come sottolinea ancora Massimo Norrito su la Repubblica Palermo.
La fuga da Trapani è già iniziata da tempo. In panchina, l’addio di Jasmin Repesa ha rappresentato il primo segnale della crisi della Shark, seguito dalle partenze del capitano Alibegovic, di Allen e dall’ultima cessione di Ford. Le trattative che coinvolgono Petruccelli, Eboua e Rossato certificano un esodo che, come racconta la Repubblica Palermo, ha svuotato il progetto sportivo costruito negli anni della grande illusione.
Eppure, i ricordi sono ancora vividi. Antonini era arrivato rilevando il Trapani Calcio in Serie D e riportando il basket in città acquistando il titolo della Stella Azzurra Roma. Furono gli anni delle promozioni record, della cittadinanza onoraria conferita dal sindaco Tranchida, degli stadi pieni e dei palazzetti traboccanti di passione. Un rapporto, quello con l’amministrazione comunale, poi degenerato fino allo scontro frontale, come ricostruisce la Repubblica Palermo di Massimo Norrito.
Il progetto di rilancio cittadino si è progressivamente sgretolato. Antonini aveva acquisito Telesud con l’ambizione di trasformarla in una tv nazionale, senza mai finalizzare l’acquisto degli immobili destinati agli studi. Oggi l’emittente non esiste più: macchinari pignorati e venti dipendenti licenziati. Al suo posto dovrebbe nascere una web tv, T Sud, mentre anche le altre iniziative imprenditoriali – dal bar in centro fino al palazzo destinato a diventare sede delle società sportive e museo antimafia – sono finite nel nulla, come racconta ancora la Repubblica Palermo.
Nel frattempo si sono moltiplicati i decreti ingiuntivi e le tensioni con i creditori. Antonini ha attribuito la responsabilità della crisi dei crediti d’imposta al suo commercialista, denunciando pubblicamente di essere stato ingannato. Una versione che, osserva Massimo Norrito su la Repubblica Palermo, stride con l’immagine dell’imprenditore che raccontava di trattare affari internazionali grazie alle sue conoscenze e amicizie eccellenti.
A segnare l’inizio della fine sono stati anche lo scontro con il Comune sulla concessione del palazzetto e il progetto irrealizzabile di una cittadella dello sport su terreni demaniali. Da lì la discesa in politica, con la nascita del movimento “Futuro” e lo slogan Make Trapani Great Again, in un intreccio di sport, affari e potere che ha coinvolto anche la Regione Siciliana, come evidenzia la Repubblica Palermo.
Quella che va in scena a Trapani, conclude la Repubblica Palermo di Massimo Norrito, non è soltanto una crisi sportiva ma una farsa che imbarazza l’intero movimento cestistico italiano e punisce una città che aveva creduto nel progetto Antonini. Un ciclone che, alla fine, ha lasciato soltanto rovine.
