Gazzetta dello Sport: “Riforma arbitri, Gravina accelera: nasce la classe d’élite”

Inaugurazione Centro Sportivo Palermo (49) gravina

Parte oggi il percorso che dovrebbe rivoluzionare il sistema arbitrale italiano. Come racconta Elisabetta Esposito sulla Gazzetta dello Sport, alle 15 in via Allegri prenderanno il via i lavori per trasformare in realtà il progetto del presidente federale Gabriele Gravina: creare una classe arbitrale d’élite già dalla prossima stagione.

Nel suo approfondimento sulla Gazzetta dello Sport, Elisabetta Esposito spiega come l’incontro sarà introdotto dallo stesso Gravina, ma avrà un taglio tecnico. Presenti il designatore Rocchi e il vicepresidente AIA Massini; in un secondo momento saranno coinvolte anche Lega Serie A e Serie B. L’obiettivo è dare forma concreta alla riforma illustrata dal numero uno della FIGC nei giorni scorsi, quando aveva chiesto ai presenti se fossero soddisfatti dell’attuale organizzazione arbitrale: la risposta, unanime, era stata negativa.

Secondo quanto riportato da Elisabetta Esposito sulla Gazzetta dello Sport, la riforma si basa su una bozza in 15 punti e prevede la nascita di una società di diritto privato, partecipata al 100% dalla FIGC, con un budget iniziale stimato tra i 17 e i 18 milioni di euro. Le risorse arriveranno in larga parte dalla Federazione, con il contributo anche delle leghe di Serie A e B. Il Consiglio federale nominerà tre consiglieri di amministrazione indipendenti, non legati a club, AIA o FIGC.

Come sottolinea ancora Elisabetta Esposito sulla Gazzetta dello Sport, la nuova struttura avrà una divisione tecnica e una amministrativa. Il direttore tecnico – figura chiave – selezionerà gli arbitri destinati alla classe d’élite, assumendo di fatto il ruolo di designatore per le competizioni di vertice. Il direttore amministrativo, invece, si occuperà della gestione economica, della ricerca sponsor e dei diritti d’immagine.

Uno dei passaggi più delicati riguarda la separazione tra merito tecnico e valutazione politica. Oggi le nomine sono proposte dal Comitato nazionale dell’AIA; la riforma punta a sganciare le scelte da logiche territoriali o di equilibrio interno, privilegiando esclusivamente le competenze. All’AIA resterebbero la formazione dei nuovi arbitri e la gestione fino alla Serie C.

Il nuovo modello introdurrà anche un rapporto professionale a termine: inizialmente compensi a gettone, poi contratti a tempo determinato per chi convincerà il designatore. La bozza prevede una platea composta da 40 arbitri, 66 assistenti e 24 VMO (Video Match Officer).

Per quanto riguarda i tempi, Elisabetta Esposito sulla Gazzetta dello Sport evidenzia la volontà di chiudere entro un mese con un testo condiviso da sottoporre al voto del Consiglio federale. Saranno necessarie modifiche al regolamento AIA e non si esclude una fase di tensione interna. Tuttavia, la FIGC ha la facoltà di richiedere l’adeguamento del regolamento alle decisioni del Consiglio federale, con l’eventualità estrema del commissariamento in caso di mancata adesione.

La priorità, però, è arrivare a una riforma sostenuta da una larghissima maggioranza del sistema calcio. Come rimarca Elisabetta Esposito sulla Gazzetta dello Sport, l’obiettivo è uno solo: migliorare la qualità della classe arbitrale e ridare credibilità a un settore finito troppo spesso al centro delle polemiche.

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