Repubblica: “Con Fortin lo psicologo la porta del Palermo è sempre in buone mani”
Aspettare senza perdere concentrazione e farsi trovare pronto quando arriva il proprio momento. È la filosofia che sta accompagnando Mattia Fortin nella sua prima stagione con il Palermo. Prima l’infortunio di Joronen, poi il forfait di Perin hanno spalancato la porta al ventitreenne, che ha risposto con prestazioni capaci di trasformarlo rapidamente in una certezza.
Come racconta Alessandro Geraci su Repubblica Palermo, Fortin non ha mostrato l’atteggiamento impaziente di chi pretende immediatamente spazio. Ha aspettato e, una volta chiamato in causa, ha giocato con sicurezza e freddezza. Alto 1,97 metri, reattivo e abile nell’utilizzo di entrambi i piedi, è arrivato in Sicilia il 18 luglio 2026 in prestito con diritto di riscatto dal Lens, nell’ambito di un’operazione del City Football Group.
Quel numero 14 che racconta la famiglia Fortin
Alle spalle della scelta del numero 14 c’è una storia familiare. Suo padre Marco, ex portiere tra le altre di Chievo, Siena e Cagliari, lo aveva adottato sfruttando l’assonanza inglese tra “fourteen” e Fortin. Mattia ha successivamente proseguito quella tradizione, trasformando il 14 nel proprio segno distintivo.
Il rapporto con il padre rappresenta inevitabilmente un elemento importante della sua crescita. Marco ha però scelto di non interferire negli aspetti tecnici della carriera del figlio, concentrandosi soprattutto sul sostegno emotivo e mentale.
Alessandro Geraci su Repubblica Palermo ricostruisce un percorso iniziato nel settore giovanile del Padova, dove Fortin arrivò a dieci anni dopo essere stato osservato durante un torneo. Nell’agosto del 2022 è arrivato il primo contratto professionistico.
L’esplosione tra Legnago e Padova
La stagione 2023/24 lo porta in prestito al Legnago Salus, con 37 presenze nella stagione regolare e altre due nei play-off. L’anno successivo arriva invece la consacrazione con il Padova di Andreoletti.
Fortin disputa tutte le 38 partite, per complessivi 3.420 minuti, diventando un elemento fondamentale della migliore difesa del campionato. La stagione si conclude con la vittoria del girone A di Serie C e della Supercoppa.
Nell’estate del 2025 il Lens acquista il suo cartellino, lasciandolo però a Padova per affrontare la Serie B. Parte da titolare nelle prime dieci giornate, prima di uscire progressivamente dalle rotazioni e terminare l’annata con 15 presenze e 21 reti incassate.
Psicologia e lavoro sulla pressione
Anche quel periodo complicato ha contribuito alla crescita del portiere. Come evidenzia Alessandro Geraci su Repubblica Palermo, dopo il diploma al Liceo Scientifico con indirizzo scienze applicate di Mirano, Fortin ha scelto di iscriversi alla facoltà di Psicologia, con particolare attenzione anche alla gestione dello stress e alla resilienza applicabili al proprio ruolo.
Nel suo percorso ci sono inoltre riferimenti importanti: Buffon come idolo, il ricordo del padre capace di parare un rigore a Kakà e l’esperienza maturata a Padova lavorando con il Papu Gómez.
L’impatto immediato con il Palermo
Con la maglia rosanero Fortin non ha impiegato molto per lasciare il segno. L’esordio arriva il 17 agosto nel 2-0 contro il Lecce in Coppa Italia, seguito il 23 agosto dal debutto da titolare in Serie B nella vittoria per 1-0 sulla Juve Stabia.
Successivamente sono arrivate la partita di Coppa Italia contro il Mantova, terminata 5-2, e soprattutto quella del Partenio contro l’Avellino.
Nell’1-1 in Irpinia, Fortin è risultato determinante con diversi interventi, soprattutto nel finale, evitando al Palermo la prima sconfitta stagionale.
Come sottolinea per la quarta volta Alessandro Geraci su Repubblica Palermo, la squadra di Inzaghi ha così scoperto di poter contare su un portiere affidabile ogni volta che viene chiamato in causa. Da alternativa a garanzia tra i pali: Fortin ha aspettato la propria occasione e, quando è arrivata, non l’ha sprecata.
