Mondiali 2026, l’Iran si chiama fuori: «Non parteciperemo al torneo negli Stati Uniti»
Gianni-Infantino-LaPresse-ILovePalermoCalcio.com
Il calcio mondiale torna a fare i conti con le tensioni geopolitiche. A 93 giorni dall’inizio della Coppa del Mondo 2026, arriva una decisione destinata a far discutere: l’Iran non prenderà parte ai Mondiali che si disputeranno negli Stati Uniti.
L’annuncio è arrivato direttamente dal ministro dello Sport iraniano Ahmad Donjamali, che in un intervento trasmesso dalla televisione di Stato ha escluso qualsiasi possibilità di partecipazione della nazionale iraniana alla rassegna iridata.
«Dal momento che questo governo corrotto ha assassinato il nostro leader, non abbiamo alcuna intenzione di partecipare ai Mondiali», ha dichiarato Donjamali con toni durissimi, tracciando una netta linea di separazione tra Teheran e Washington.
Il ministro ha inoltre denunciato le conseguenze del conflitto in corso, parlando apertamente delle tensioni internazionali che stanno colpendo il Paese: «Ci sono state imposte due guerre in otto o nove mesi e diverse migliaia dei nostri cittadini sono stati uccisi».
Una posizione che non lascia spazio a interpretazioni: «Non abbiamo assolutamente alcuna possibilità di partecipare».
La presa di posizione del governo iraniano arriva poche ore dopo un messaggio di segno completamente opposto diffuso dal presidente della FIFA Gianni Infantino.
Attraverso un post pubblicato su Instagram, il numero uno del calcio mondiale aveva raccontato di aver incontrato il presidente degli Stati Uniti Donald J. Trump per fare il punto sui preparativi dei Mondiali 2026.
Nel suo intervento, Infantino aveva sottolineato che tra i temi affrontati c’era anche la situazione della nazionale iraniana, qualificata alla competizione: «Abbiamo discusso della situazione attuale in Iran e del fatto che la squadra iraniana si sia qualificata per partecipare ai Mondiali del 2026».
Il presidente della FIFA aveva inoltre assicurato che, secondo quanto riferito dalla Casa Bianca, la nazionale iraniana sarebbe stata accolta senza restrizioni negli Stati Uniti: «Durante le discussioni, il presidente Trump ha ribadito che la squadra iraniana è naturalmente la benvenuta a competere nel torneo negli Stati Uniti».
Parole che avevano rilanciato il messaggio universale dello sport come strumento di dialogo. «Abbiamo tutti bisogno di un evento come la Coppa del Mondo per unire le persone ora più che mai», aveva scritto Infantino, ribadendo una convinzione storica della FIFA: il calcio come linguaggio capace di unire il mondo.
Le dichiarazioni del ministro iraniano hanno però gelato il tentativo di apertura diplomatica. Il messaggio di inclusione lanciato dalla FIFA si è scontrato con la dura realtà delle tensioni internazionali, trasformando quella che avrebbe dovuto essere una semplice partecipazione sportiva in un nuovo caso politico globale.
