Juve Stabia, Abate: «Prestazione straordinaria, meritavamo di vincere»
Ignazio Abate mastica amaro nonostante la qualificazione ai playoff. Dopo la sconfitta per 1-0 contro il Frosinone, il tecnico della Juve Stabia analizza la gara con orgoglio per la prestazione e rammarico per il risultato, sottolineando la crescita del gruppo e lo spirito mostrato in campo.
Sulla partita
«Innanzitutto devo fare i complimenti alla squadra perché non è scontato raggiungere il secondo obiettivo stagionale, i playoff, in un’annata positiva. Mi dispiace perché dopo una prestazione del genere i ragazzi meritavano la chance di giocarsi il sesto posto nell’ultima giornata. E niente, credo che la squadra abbia fatto una grandissima partita, forse una delle migliori prestazioni considerando il livello di difficoltà contro una squadra forte. L’ho detto ieri: ci affrontavamo a viso aperto come due pugili, ma credo ai punti avremmo strameritato di vincere perché abbiamo creato sette-otto palle gol pulite, due pali interni. Non posso chiedere di più ai ragazzi se non che dobbiamo metterla dentro».
Sui playoff
«Come vi ho sempre detto inizialmente è molto importante creare l’anima e la mentalità di un gruppo. Poi siamo cresciuti anche nell’interpretazione, nei principi di gioco. Siamo sempre stati più o meno costanti, poi all’inizio abbiamo avuto qualche giro a vuoto soprattutto in trasferta. Riuscivamo a esprimerci in casa e fuori casa facevamo le prestazioni ma non davamo quella sensazione di essere dentro la gara al 100%. Invece siamo cresciuti, siamo anche noi un gruppo giovane hanno preso convinzione nella categoria e questi sono i frutti. Quindi sono felice, però non riesco mai a godermi le cose fino in fondo perché vedendo gli occhi dei nostri tifosi sotto la curva a fine partita mi lascia il magone, mi lascia un po’ di quel sano veleno. E vedendo gli occhi dei miei ragazzi entro lo spogliatoio mi dispiace perché alla fine sono un passionale e quindi meritavamo di più. Però poi mi piace pensare che ci potrà girare anche a noi prima o poi».
Sulla squadra
«L’abbiamo interpretata bene. Non era facile perché avevamo un mancino che giocava a destra, volevamo allargare i braccetti e anche Bellich ha fatto un’ottima partita anche se non era nelle migliori condizioni. Però avevamo due mancini in campo, non avevo cambi in panchina. Quindi che posso chiedere di più a questi ragazzi? Si mettono sempre a disposizione di loro stessi soprattutto e son fiero di loro. È un orgoglio per me allenarli».
