Gazzetta dello Sport: “Ballardini: «Palermo ancora più forte, potrebbe essere la volta buona. Inzaghi scelta giusta»”
La nuova Serie B vista attraverso l’esperienza di Davide Ballardini. L’allenatore, oltre 300 panchine in Serie A e reduce dai sei mesi trascorsi alla guida dell’Avellino, ha presentato il campionato in un’intervista concessa a Nicola Binda per la Gazzetta dello Sport, indicando le favorite per la promozione e le possibili sorprese.
Ballardini parte proprio dalle caratteristiche della categoria, conosciuta da vicino nell’ultima esperienza ad Avellino: «La B è un campionato certamente molto diverso a livello fisico e tecnico dalla A. La cilindrata è diversa. Ma a livello tattico e umano, inteso come la capacità dei ragazzi di interpretare la professione, c’è molta serietà e intelligenza».
«Palermo ancora più forte»
Per la promozione, secondo Ballardini, le tre retrocesse Cremonese, Pisa e Verona partono inevitabilmente in prima fila: «Magari all’inizio potranno fare un po’ di fatica, ma una volta che si adeguano e fanno vedere il loro spessore, filano via».
A queste va però aggiunto il Palermo di Filippo Inzaghi. Intervistato da Nicola Binda per la Gazzetta dello Sport, Ballardini non ha dubbi sulla qualità dell’organico rosanero:
«Eh sì, è ancora più forte rispetto all’anno scorso. Potrebbe essere la volta buona, c’è grande entusiasmo e si sta incastrando tutto bene. Hanno fatto bene a dare continuità con Inzaghi, che conosce bene la rosa».
Una promozione diretta che, secondo l’allenatore, potrebbe inoltre essere decisa prima delle ultime giornate: «Credo di sì, per playoff e salvezza si deciderà tutto nelle ultime giornate, mentre per le prime due si deciderà tutto prima».
Modena, Padova, Mantova e Südtirol da seguire
Chi può invece vestire i panni della sorpresa, come accaduto al Frosinone nella passata stagione? Ballardini, sulle colonne della Gazzetta dello Sport, indica diverse candidate.
«Penso al Modena e al Padova, che hanno proprietà forti e sono state costruite bene: mi incuriosiscono. Attenzione al Mantova, che ha fatto un finale di stagione meraviglioso e ha vinto bene in Coppa Italia a Roma, con personalità, meritando».
Occhio anche al Südtirol: «Ha un ds giovane e competente con un allenatore padrone della propria idea». Ballardini conserva inoltre un legame particolare con la sua ultima squadra: «Mi piacerebbe vedere in alto l’Avellino».
Ballardini sulle neopromosse
Nell’intervista realizzata da Nicola Binda per la Gazzetta dello Sport, spazio anche alle formazioni provenienti dalla Serie C. Ballardini ha apprezzato soprattutto quanto mostrato dall’Ascoli: «Ho visto l’Ascoli, che gioca bene con un’idea chiara».
Sul Vicenza sottolinea la presenza di «una proprietà e una tradizione belle solide, con ambizione», mentre sull’Arezzo aggiunge: «Conosco meno l’Arezzo ma Bucchi mi è sempre piaciuto e ha vinto un girone difficile».
Curiosità anche per il Benevento: «Floro Flores è stato mio giocatore e mi piace molto, è furbo e spavaldo».
«Corradi può portare la Samp ai playoff»
Ballardini dedica poi un passaggio ai tanti allenatori debuttanti. Sul Cesena non nasconde qualche preoccupazione per una rosa ancora in costruzione, ma ripone fiducia in Alessandro Diamanti, allenato ai tempi del Bologna: «Ha personalità e intelligenza, ha fatto una buona scuola e spero che riesca a far marciare la squadra».
Promossi anche altri due tecnici. «Corradi può portare la Samp nei playoff. Galloppa mi piace molto con idee e concretezza che sa trasmettere bene», spiega Ballardini alla Gazzetta dello Sport.
Pierozzi tra i giovani apprezzati
Infine il tema dei giovani, con la Serie B considerata dall’allenatore un campionato ideale per la loro crescita. Tra i talenti che lo hanno maggiormente impressionato, Ballardini cita diversi giocatori del Catanzaro, «da Cisse a Liberali e Favasuli».
C’è spazio anche per un rosanero: Niccolò Pierozzi. «Poi Pierozzi del Palermo, Cacciamani della Juve Stabia che ha un motore importante, e Doumbia che il Venezia ha poi venduto: ma ce ne sono stati tanti», conclude Davide Ballardini nell’intervista a Nicola Binda per la Gazzetta dello Sport.
