Repubblica Palermo: “Il derby del cuore di Gardini. Dirigente nel Padova di Del Piero”
Palermo e Padova non sono legate soltanto dallo storico gemellaggio tra le tifoserie. La partita del Barbera rappresenta un appuntamento particolare anche per Giovanni Gardini, amministratore delegato e direttore generale rosanero, perché proprio nella società biancoscudata iniziò la sua lunga carriera dirigenziale. A ripercorrerne la storia è Valerio Tripi su Repubblica Palermo, partendo dal lontano 1989.
Gardini aveva 25 anni e lavorava come corrispondente della Gazzetta dello Sport da Padova quando la società guidata da Sergio Giordani gli affidò prima l’incarico di segretario generale e successivamente quello di direttore generale. L’ingresso nel mondo del calcio rappresentava per lui la realizzazione di un sogno coltivato fin da bambino.
Quel Padova anticipava il calcio moderno
Come racconta Valerio Tripi su Repubblica Palermo, Gardini rimase a Padova per undici anni, vivendo dall’interno un progetto che presentava diversi elementi oggi centrali nella gestione di una società calcistica: un centro sportivo di proprietà, il progetto per un nuovo stadio e la valorizzazione dei calciatori come strumento per sostenere la crescita del club.
Da quella realtà passarono giocatori come Antonio Benarrivo, Angelo Di Livio, Alessandro Del Piero, Demetrio Albertini e Pasquale Foggia. Un modello che puntava sulla crescita dei talenti e che produsse risultati anche nel settore giovanile.
Il Padova si dotò inoltre di un proprio centro sportivo e avviò il percorso per la costruzione di un nuovo stadio, con la posa della prima pietra nel dicembre 1989. La trasformazione della società fu profonda: dagli inizi in un ufficio con una macchina da scrivere e la carta carbone si arrivò, nel 1994, a essere il terzo club italiano ad avere un sito internet ufficiale.
Dalla Lazio all’Inter, fino al Palermo
L’esperienza veneta fu il trampolino di lancio di una carriera proseguita per quasi quarant’anni ai vertici dei club italiani. Valerio Tripi su Repubblica Palermo ricorda il passaggio alla Lazio nel 2003/04, quando Gardini fu il primo dirigente della nuova gestione Lotito, e le successive esperienze da direttore generale con Verona, Treviso e Livorno.
Arrivò poi l’Inter, dove si occupò della gestione, del coordinamento e dello sviluppo dell’intero settore sportivo e logistico. Infine Palermo, prima esperienza professionale al Sud e nuova tappa di un percorso che oggi lo vede alla guida operativa del club rosanero nell’era City Football Group.
La parola d’ordine è credibilità
Il parallelo tra il Padova degli inizi e il Palermo attuale emerge anche sul piano della progettualità. Centro sportivo, infrastrutture, organizzazione societaria e crescita strutturale sono alcuni degli elementi che accompagnano anche l’attuale percorso rosanero.
Secondo quanto racconta ancora Valerio Tripi su Repubblica Palermo, chi conosce Gardini lo descrive come un dirigente chiamato a mantenere razionalità ed equilibrio per raggiungere gli obiettivi. Il Barbera pieno riesce a emozionarlo, così come nella sua esperienza palermitana non sono mancati i momenti di contestazione.
La parola chiave del suo modo di intendere la gestione resta credibilità, accompagnata dalla necessità di trovare equilibrio davanti alla grande voglia di vincere della piazza. E per chi aveva cominciato in una stanza con una sola scrivania e una macchina da scrivere, una delle soddisfazioni è oggi poter contare su un gruppo di lavoro formato da settanta persone, impegnate nel progetto di portare il Palermo dove il club ritiene di meritare.
