Corriere dello Sport: “Inzaghi studia un’alternativa tattica: nuovo Palermo, prove di tridente”

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Il 4-2-3-1 resta il punto di riferimento, ma Filippo Inzaghi lavora per rendere il Palermo sempre più camaleontico. Durante la sosta il tecnico rosanero sta studiando nuove soluzioni per aumentare l’imprevedibilità della squadra e avere a disposizione piani alternativi: tra questi prende sempre più consistenza il 4-3-3, favorito anche dall’inserimento di Luca Mazzitelli nelle rotazioni del centrocampo.

Come racconta Antonio La Rosa sul Corriere dello Sport, Inzaghi non ha intenzione di modificare i principi sui quali è stata costruita l’identità della squadra durante il ritiro estivo. L’obiettivo è piuttosto aggiungere nuove possibilità a una rosa che, grazie alla duttilità di diversi elementi, consente di cambiare fisionomia anche durante la partita.


Senza Strefezza servono nuove soluzioni

Una delle riflessioni riguarda la corsia destra. Con Strefezza infortunato e Gyasi ancora out e da valutare, vengono meno i due esterni offensivi di riferimento su quella fascia.

Vavassori è in grado di colmare il vuoto, ma non potrà essere chiamato a giocare sempre. Per questo, sottolinea Antonio La Rosa sul Corriere dello Sport, Inzaghi sta valutando anche soluzioni alternative.

Tra queste figurano l’avanzamento di Pierozzi, terzino di ruolo, e lo spostamento di Bozzolan, vice Augello che negli allenamenti di questo inizio di stagione è stato preso in considerazione all’occorrenza anche come esterno alto a destra.

Difficilmente saranno mosse da utilizzare dall’inizio, ma rappresentano carte che Inzaghi potrebbe giocarsi durante le partite per modificare interpreti e assetto. La ricerca di nuove soluzioni nasce inoltre dalla necessità di trovare maggiore equilibrio nella fase di non possesso, nella quale il Palermo deve ancora perfezionare alcuni automatismi.

Mazzitelli apre al 4-3-3

La presenza di Mazzitelli offre adesso una soluzione in più in mezzo al campo e rende concreta l’ipotesi di aggiungere un centrocampista passando al 4-3-3.

Una formula, spiega Antonio La Rosa sul Corriere dello Sport, provata anche ieri pomeriggio a Torretta durante la seconda delle due sedute giornaliere, nell’ambito di un’esercitazione svolta in campo ridotto.

L’idea prevede un play basso e due interni. Anche Estevez potrà essere utilizzato davanti alla difesa quando tornerà a sostenere l’intero allenamento con il gruppo.

Ranocchia è stato invece provato in entrambe le posizioni: sia come regista sia come mezzala sinistra. In quest’ultima configurazione, Mazzitelli ha agito da play e Segre da interno destro.

Dal 4-3-3 al 4-3-2-1

Le prove hanno riguardato anche il reparto offensivo. Nell’altro schieramento Inzaghi ha utilizzato due jolly offensivi più dentro al campo: inizialmente Vavassori e Palumbo, successivamente Vavassori e Johnsen.

Una soluzione che potrebbe consentire al Palermo di trasformarsi, soprattutto durante la gara, anche in un 4-3-2-1, avvicinando gli esterni d’attacco alla punta.

Secondo l’analisi di Antonio La Rosa sul Corriere dello Sport, il Palermo può dunque sviluppare diverse identità tattiche senza rinunciare al proprio assetto principale. Il 4-2-3-1 rimane lo schema di riferimento, il 4-3-3 rappresenta un piano B concreto e il 4-3-2-1 un’ulteriore variante.

Senza dimenticare il 3-4-2-1, modulo base della scorsa stagione e soluzione che resta comunque nelle corde della squadra. Inzaghi sfrutta così la sosta per ampliare il ventaglio delle alternative: l’obiettivo è costruire un Palermo capace di cambiare volto senza perdere la propria identità.