Il garante Re Pietro. Il punto di giornata in Serie B

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Il Catanzaro rompe finalmente il ghiaccio e conquista la prima vittoria della stagione grazie a un’azione che racchiude qualità, intuizione e perfetta intesa. Pafundi inventa tra le linee, Iemmello legge lo sviluppo con i tempi del grande attaccante e finalizza l’inserimento che regala ai giallorossi il successo contro la Carrarese. Una giocata praticamente da manuale che, come scrive Tullio Calzone sul Corriere dello Sport, potrebbe essere mostrata nelle scuole calcio per la sua esecuzione.

Una liberazione per una squadra che aveva cominciato la nuova stagione sotto una cattiva stella e soprattutto per Gorgone. Il tecnico arrivava dalla difficile esperienza di Pescara, terminata con una retrocessione nonostante la rimonta costruita anche attraverso Insigne, Brugman e Di Nardo. L’esultanza dell’allenatore sotto la Curva del Ceravolo racconta così molto più dei semplici tre punti.


Il Catanzaro era infatti reduce dalle sconfitte esterne contro Pisa, Südtirol e Vicenza, ma la squadra non aveva smarrito la propria identità. Tullio Calzone sul Corriere dello Sport sottolinea come, nonostante i risultati, le precedenti prestazioni avessero già mostrato la permanenza di principi di gioco e solidità mentale all’interno di un gruppo profondamente rinnovato.

Pafundi inventa, Iemmello decide

Contro una Carrarese combattiva e anche sfortunata, la partita avrebbe potuto prendere una direzione diversa. Gli ospiti colpiscono infatti due pali nella stessa azione con Marconi, prima di arrendersi alla combinazione che decide l’incontro.

Il protagonista dell’invenzione è Pafundi, talento che Roberto Mancini aveva convocato in Nazionale quando aveva appena 16 anni. Il giovane trova lo spazio tra le linee e serve Iemmello, che coglie immediatamente il momento giusto per inserirsi e trasformare l’azione nel gol della vittoria.

Secondo Tullio Calzone sul Corriere dello Sport, proprio l’arrivo di Pafundi rappresenta una delle operazioni più significative della ricostruzione giallorossa. Il ds Polito ha infatti riproposto una strategia basata sulle scommesse e sulla valorizzazione, dopo le partenze di numerosi protagonisti del recente passato.

La società aveva capitalizzato talenti come Cisse, Liberali e Favasuli, mentre diversi veterani protagonisti delle stagioni che hanno portato il Catanzaro stabilmente ai playoff avevano salutato. La nuova rosa è stata così costruita attraverso profili differenti: dai gemelli Tchaouna a giocatori più esperti come Mosti, Imperiale, Candela, Dorval e Pecorino, fino alla scelta di convincere Pafundi a sposare il nuovo progetto.

Re Pietro resta il punto fermo

In mezzo ai tanti cambiamenti, però, una certezza non è mai venuta meno: Pietro Iemmello. Il capitano continua a rappresentare il riferimento tecnico e identitario del Catanzaro e proprio attorno al suo leader la squadra sembra essersi nuovamente ricompattata.

Come evidenzia Tullio Calzone sul Corriere dello Sport, la prima vittoria può dunque rappresentare il vero punto di partenza della stagione giallorossa. Il Catanzaro ritrova il successo, Gorgone può liberare tutta la tensione accumulata e la nuova avventura prende forma attraverso una giocata che unisce il talento di Pafundi alla leadership del suo “Re Pietro”.