Catanzaro, Cassandro: «Possiamo giocarcela con tutti»
Tommaso Cassandro, difensore del Catanzaro e ormai punto di riferimento della retroguardia giallorossa, ha raccontato il suo momento personale e le ambizioni della squadra in un’intervista concessa a Gianlucadimarzio.com. Il calciatore ha parlato del rapporto con la città, del ruolo in campo e delle prospettive del Catanzaro nella stagione di Serie B.
Intervistato da Gianlucadimarzio.com, Cassandro ha ricordato il suo arrivo in Calabria e il legame costruito con l’ambiente: «Quando sono arrivato a Catanzaro non sapevo cosa aspettarmi, ma qui le persone ti danno tutto per farti sentire a casa. Per me basta sentire il loro calore, vivere ogni partita come fosse l’ultima e mettere il cuore in ogni scelta in campo. Così un posto lontano diventa casa».
Il difensore ha poi ripercorso anche il ritorno al Catanzaro durante il mercato estivo, spiegando quanto fosse forte il desiderio reciproco di ritrovarsi: «Sapevo già a inizio mercato che il Catanzaro voleva riprendermi. A metà giugno sembrava tutto svanito, poi all’ultimo giorno abbiamo trovato l’accordo. Quando ho capito che sarei tornato ero felicissimo: è stata una scelta di cuore e di progetto».
Nel corso dell’intervista a Gianlucadimarzio.com, Cassandro ha parlato anche del suo rendimento stagionale e delle soddisfazioni personali, tra cui i tre gol segnati in campionato: «Segnare tre volte, con l’ultimo gol decisivo contro l’Empoli, è una grande soddisfazione. Il mio compito resta difendere, ma quando riesco ad aiutare la squadra così è gratificante. Però so che è momentaneo: bisogna ripartire subito».
Il difensore ha sottolineato anche la forza del gruppo giallorosso: «Abbiamo una squadra costruita bene: senatori che conoscono il peso della maglia e giovani che stanno crescendo. Ognuno dà il massimo e questo crea compattezza e motivazione».
Importante anche il rapporto con l’allenatore Aquilani, che ha contribuito alla crescita del giocatore: «Mi sta aiutando molto nella gestione della palla e nelle scelte. Posso sganciarmi per aggredire o accompagnare l’azione. Mi dà libertà e cerco di ripagare la fiducia».
Sempre ai microfoni di Gianlucadimarzio.com, Cassandro ha spiegato anche il ruolo tattico che sente più congeniale: «Quest’estate il direttore mi ha preso per fare il braccetto. Dalla partita con il Palermo, quando il mister mi ha rimesso lì, ho dimostrato che è il mio ruolo congeniale».
Il difensore ha poi ricordato anche i momenti difficili vissuti nella scorsa stagione: «Anche quando l’anno scorso non riuscivo a far felici i tifosi come avrei voluto, non ho mai mollato. I fischi erano uno stimolo: sentire quanto ci tengono mi ha spinto a migliorare».
Curioso anche il racconto sull’origine del suo soprannome: «Il soprannome “Demone” nasce da una partita a briscola. Feci perdere Biasci con una giocata che per lui non aveva logica e mi disse: “Sei un demone”. Da allora tutti mi chiamano così, anche sui social».
Infine Cassandro ha parlato delle ambizioni del Catanzaro e dei suoi progetti per il futuro: «Non proclamiamo il sogno Serie A, ma sappiamo di potercela giocare con tutti. Ogni partita è cruciale e il gruppo è forte e unito».
Il difensore giallorosso ha poi svelato anche il suo percorso di studi: «Ho studiato Scienze Motorie e poi Sport Management perché voglio capire cosa facciamo ogni giorno e come funzionano le società. Ora sto seguendo anche il corso da direttore sportivo: è un progetto per il futuro, ma oggi penso al campo».
La chiusura è dedicata proprio al rapporto con la città: «Catanzaro mi ha adottato e io voglio ricambiare correndo e lottando fino all’ultimo secondo. Ogni partita e ogni allenamento contano. Il futuro è da costruire, ma sono pronto a dare tutto».
