Arini sogna un nuovo Avellino-Palermo: «Questa squadra può chiudere il cerchio del 2015»
La notte del “Picco” del 2015 non l’ha mai dimenticata. Mariano Arini, intervistato da Titti Festa per Il Mattino, torna con la memoria a quel playoff vinto dall’Avellino contro lo Spezia, quando i biancoverdi conquistarono il passaggio del turno grazie ai gol di Zito e Comi.
«Fui espulso per doppia ammonizione e lasciai la squadra in dieci. Stavo malissimo», ha raccontato Arini a Il Mattino. «Andai in tribuna e al gol di Comi esultai insieme al direttore Enzo De Vito. Alla fine uscimmo vittoriosi e felici».
Secondo l’ex centrocampista, quell’Avellino e quello attuale condividono diversi aspetti. «Entrambe sono arrivate ottave e tutte e due avevano entusiasmo e mente libera perché outsider. Questa squadra sta bene mentalmente, gioca bene ed è un gruppo unito».
Arini intravede anche un possibile filo romantico con quel percorso interrotto undici anni fa: «Il calcio è strano, magari loro riusciranno a chiudere il cerchio e a dare un lieto fine a ciò che con noi è rimasto incompiuto».
Nell’intervista concessa a Il Mattino, l’ex mediano ha analizzato anche la sfida contro il Catanzaro, sottolineando come la pressione possa pesare maggiormente sui giallorossi. «Il Catanzaro ha due risultati su tre ma anche addosso aspettative alte. L’Avellino invece può giocare con la testa libera».
Per Arini servirà una partita intelligente: «Non bisogna partire subito a mille. Servirà equilibrio, attenzione e la capacità di colpire nel momento giusto, perché sarà il Catanzaro a dover fare la partita».
Spazio anche ai singoli. L’ex capitano biancoverde vede in Palumbo uno dei possibili uomini decisivi: «Ha qualità, ritmo, visione e acume. È un giocatore che con una giocata può cambiare tutto».
Davanti, invece, Arini si aspetta una risposta dagli attaccanti: «Tranne Biasci, gli altri hanno un po’ deluso. Però proprio Biasci potrebbe lasciare il segno da ex, e sappiamo quanto spesso gli ex incidano in queste partite».
L’ex centrocampista promuove anche il lavoro di Davide Ballardini: «Non basta avere un curriculum importante come il suo. Mi sembra un allenatore capace di mettersi sempre in discussione e i giocatori lo seguono».
Infine il pensiero va ai tifosi dell’Avellino, definiti «meravigliosi» da Arini nell’intervista a Il Mattino: «Ovunque, da Empoli a Monza fino a Reggio Emilia, hanno dimostrato un amore incredibile. Dopo tutto quello che hanno passato, dalla Serie D alle difficoltà degli ultimi anni, meritano davvero di vivere una notte speciale».
E il sogno è chiaro: «Spero che l’Avellino faccia risultato a Catanzaro e possa vivere una semifinale contro il Palermo, proprio come successe a noi nel 2015».
