Palermo, serve crederci
Al “Ceravolo” tutto si è sgretolato. Sono bastati 45 minuti agli uomini di Aquilani per sotterrare il Palermo di Inzaghi. Certamente sarebbe servito dare molto più peso a una partita difficile, in uno stadio complicato.
Quello che si è visto è stata la disfatta più assoluta. Non c’è alcun dubbio. Adesso la strada per cambiare la storia è in salita, complicata, quasi impossibile. Ma proprio perché impossibile, bisogna crederci, bisogna provarci.
Quella di Catanzaro è stata probabilmente la peggior partita del Palermo in questa stagione. Difficile capire come gli uomini di Inzaghi abbiano tirato fuori una prestazione del genere proprio nella notte più importante.
Ma il calcio è anche questo. Va oltre il valore individuale. È uno sport tecnico, fisico, ma anche e soprattutto mentale.
Il Catanzaro ha affondato e sbeffeggiato il Palermo. Forse però ha dimenticato che adesso bisogna mettere piede al Barbera. Bisogna avere gli attributi per fare lo stesso davanti non a 13.000 spettatori, ma a 30.000 anime rosanero pronte a spingere i propri calciatori.
Così come è successo al Catanzaro, perché non dovrebbe accadere anche al Palermo?
Una sola parola può cambiare le sorti di questa sfida: credere. Credere in quanto di grande fatto in questa stagione, credere nei tifosi che macinano chilometri, credere nella storia rosanero che merita ben altro, credere per Alessia.
Adesso restano 90 minuti. Dopo si potrà urlare allo scandalo. Ma finché ci sarà partita, sarà obbligatorio tifare e sperare. Fino alla fine.
