Repubblica: “La febbre a 90° esiste. Svelato il mistero del calcio che ci fa battere il cuore”

palermo modena 1-1 (62) tifosi

Il fischio d’inizio non è soltanto un segnale sportivo, ma una vera e propria scossa fisiologica. Lo dimostra uno studio che ha analizzato l’impatto emotivo e fisico di una partita di calcio sui tifosi, trasformando la finale di Coppa di Germania del 24 maggio 2025 in un laboratorio a cielo aperto. Come racconta la Repubblica, protagonisti dell’esperimento sono stati 229 sostenitori dell’Arminia Bielefeld, monitorati durante la storica sfida contro lo Stoccarda.

La partita, seguita battito dopo battito, ha mostrato come l’adrenalina dei primi minuti faccia impennare le pulsazioni non solo dei calciatori, ma anche di chi guarda. Secondo quanto riporta la Repubblica, lo stress raggiunge il picco nel primo quarto d’ora, quando ogni azione sembra decisiva, per poi crollare improvvisamente dopo il primo gol subito al quindicesimo minuto. La progressiva perdita di equilibrio emotivo si riflette in un cuore che “si spegne” con il passare dei gol incassati, salvo una lieve ripresa nei minuti finali grazie alle reti della bandiera.

I tifosi del Bielefeld rappresentavano il campione ideale. Squadra di terza divisione, data dai bookmaker al 10% di possibilità di vittoria, ha trascinato a Berlino oltre 100mila sostenitori, quasi un terzo della popolazione cittadina. Come sottolinea ancora la Repubblica, i medici dell’università locale hanno monitorato i parametri vitali dei tifosi per dodici settimane, due prima della finale e dieci dopo, misurando stress, frequenza cardiaca e variabilità delle pulsazioni.

I dati parlano chiaro. Già al risveglio del giorno della partita il livello di stress era superiore alla norma, con valori più alti del 5-10% rispetto a un sabato qualunque. Al fischio d’inizio l’impennata è stata netta: stress al 44% contro una media abituale del 31%, con picchi del 41% in più rispetto alla norma. I battiti, normalmente intorno ai 68 al minuto, sono saliti a 96 in media e fino a 108 tra chi si trovava allo stadio. Numeri riportati da la Repubblica, che confermano quanto il tifo possa diventare un vero stress test per il cuore.

«Lo stress da tifo nasce dall’emotività e in casi estremi può diventare pericoloso», spiega Alessandro Biffi, cardiologo e membro della commissione scientifica della Federazione Medico Sportiva Italiana, intervistato da la Repubblica. Non a caso negli stadi è previsto un numero minimo di defibrillatori, a tutela di un pubblico sempre più coinvolto emotivamente.

La medicina conosce da tempo questi fenomeni. Studi precedenti avevano già rilevato un aumento degli infarti durante i Mondiali del 2006 in Germania e un picco di cortisolo nei tifosi brasiliani dopo il traumatico 7-1 subito nel 2014. I ricercatori di Bielefeld parlano di “fusione”: il sentirsi una cosa sola con la propria squadra, un legame che amplifica le emozioni e scatena reazioni fisiologiche intense. Un effetto potente, conclude la Repubblica, che conferma come il calcio non si giochi solo sul campo, ma anche nel cuore di chi lo vive.

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