Gazzetta dello Sport: “FIGC, Galliani sfida Malagò. Il caso Genoa e la battaglia per i voti della Serie B”

Gazzetta dello Sport: “FIGC, Galliani sfida Malagò. Il caso Genoa e la battaglia per i voti della Serie B”

La corsa alla presidenza della FIGC entra ufficialmente nel vivo. Dopo Giovanni Malagò, anche Adriano Galliani ha formalizzato la propria candidatura per le elezioni del prossimo 14 dicembre. Una sfida che si annuncia particolarmente combattuta, con gli equilibri ancora tutti da definire e un ruolo potenzialmente decisivo per le tre Leghe, compresa quella di Serie B.

Come racconta Elisabetta Esposito sulla Gazzetta dello Sport, Galliani ha depositato nella mattinata di mercoledì 4 novembre, ultimo giorno utile, tutta la documentazione necessaria per partecipare alla competizione elettorale. Il dirigente, senatore di Forza Italia e storico amministratore delegato del Milan, ha presentato la candidatura attraverso un proprio delegato.


Galliani presenta il programma: «Uno sprint di due anni»

La candidatura di Galliani è accompagnata da una documentazione articolata. Tra gli atti depositati figurano gli accrediti dell’Associazione Italiana Calciatori e dell’Associazione Italiana Allenatori, il tesseramento con la società milanese Enotria 1908, militante in Terza Categoria, e un programma di 60 pagine intitolato “Uno sprint di due anni”.

Il dirigente ha inoltre presentato la dichiarazione relativa all’assenza di conflitti d’interesse e incompatibilità, insieme alla documentazione giudiziaria richiesta.

In caso di elezione alla presidenza federale, Galliani dovrà lasciare il proprio tesseramento con l’Enotria 1908.

Il caso Genoa: due firme per due candidati

Uno dei punti più delicati della vicenda riguarda il Genoa. Secondo quanto ricostruito da Elisabetta Esposito sulla Gazzetta dello Sport, la società rossoblù risulta infatti tra i club che hanno sostenuto entrambe le candidature.

Galliani ha raccolto gli accrediti di Inter, Atalanta, Como e Genoa. Malagò, invece, ha ottenuto il sostegno di undici società di Serie A: Bologna, Fiorentina, Frosinone, Lecce, Monza, Napoli, Parma, Roma, Torino, Udinese e lo stesso Genoa.

La doppia firma della società ligure nasce da due differenti indicazioni: quella dell’amministratore delegato Andres Blazquez a favore di Galliani e quella del presidente e proprietario Dan Șucu per Malagò.

La situazione, tuttavia, potrebbe essere stata già risolta.

Il 30 ottobre Blazquez ha infatti inviato una PEC a Galliani e al presidente della Lega Serie A Ezio Simonelli, chiedendo formalmente la revoca dell’accredito precedentemente concesso.

La motivazione riportata nella comunicazione è legata alla «mutata volontà della proprietà e del club che rappresento».

La commissione dovrà convalidare le candidature entro il 14 novembre

La questione sarà esaminata dalla nuova commissione di verifica delle candidature, istituita dal commissario Giovanni Malagò e guidata dal generale di brigata Vincenzo Parrinello.

L’organismo dovrà controllare la regolarità della documentazione presentata e sciogliere eventuali dubbi sugli accrediti.

La decisione definitiva è attesa entro sabato 14 novembre, termine ultimo per la convalida delle candidature.

Alla luce della richiesta di revoca inviata da Blazquez, non sembrano profilarsi particolari ostacoli alla validità della firma presentata dal presidente del Genoa Dan Șucu a sostegno di Malagò.

FIGC, i voti della Serie B possono diventare decisivi

La parte più importante della sfida riguarda adesso la ricerca dei consensi.

Come evidenzia la Gazzetta dello Sport nell’articolo firmato da Elisabetta Esposito, le tre Leghe rappresentano complessivamente il 52% dei voti dell’assemblea federale.

La distribuzione del peso elettorale è la seguente:

  • Lega Serie A: 18%
  • Lega Serie B: 6%
  • Lega Pro: 12%
  • Lega Nazionale Dilettanti: 34%
  • Associazione Italiana Calciatori e Associazione Italiana Allenatori: complessivamente 30%

Malagò può contare attualmente sul sostegno di undici società di Serie A su venti, che rappresentano circa il 10% dei voti complessivi.

Galliani, invece, parte dal potenziale 30% garantito dalle componenti di calciatori e allenatori, qualora queste dovessero esprimersi in maniera compatta, al quale potrebbe aggiungersi una quota dei voti della massima serie.

In questo scenario, il peso delle altre Leghe potrebbe risultare determinante per individuare il prossimo presidente federale.

Bedin, Marani e Abete: nessuna scelta ufficiale

I presidenti delle tre Leghe, Paolo Bedin per la Serie B, Matteo Marani per la Lega Pro e Giancarlo Abete per la Lega Nazionale Dilettanti, non hanno ancora assunto una posizione ufficiale.

Anche nell’ultimo incontro, tenutosi lunedì, i tre dirigenti hanno deciso di attendere la formalizzazione delle candidature prima di esprimere un orientamento.

Il percorso individuato prevede innanzitutto un’attenta valutazione dei programmi presentati dai due candidati per il prossimo biennio.

Successivamente saranno organizzati uno o più incontri con Galliani e Malagò, durante i quali verranno affrontate le questioni di maggiore interesse per ciascuna componente.

Una scelta che conferma come la partita elettorale sia ancora aperta.

Malagò e Galliani, un mese per conquistare la maggioranza

Nell’analisi pubblicata dalla Gazzetta dello Sport, Elisabetta Esposito sottolinea come le prossime settimane saranno decisive per definire gli schieramenti.

Malagò, eletto a giugno con quasi il 70% dei voti e attualmente commissario della Federazione, punta a consolidare il consenso raccolto in Serie A e ad allargare il proprio sostegno alle altre componenti.

Galliani, dal canto suo, può partire dall’appoggio di calciatori e allenatori, cercando ulteriori consensi tra i club professionistici e le Leghe.

Il confronto si sposterà dunque sui programmi, sulle prospettive di governo della FIGC e sulle risposte che i due candidati sapranno offrire alle esigenze del calcio italiano.

Il 14 dicembre si conoscerà il nome del prossimo presidente federale. Prima di allora, però, saranno soprattutto le scelte delle componenti ancora indecise, tra cui la Serie B, a determinare gli equilibri della sfida.