Repubblica Palermo, “Vasari: «Johnsen mi somiglia, Vavassori diventerà un grande giocatore. Quest’anno andremo in Serie A»”

Serie B Palermo Sampdoria 2-2 (111) vasari galeoto

Gaetano Vasari, uno dei protagonisti del Palermo dei Picciotti di Ignazio Arcoleo e della storica promozione in Serie A del 2004, guarda con entusiasmo alla squadra allenata da Filippo Inzaghi. L’ex attaccante rosanero, soprannominato “Topolino” e “Speedy Gonzales”, è stato intervistato da Alessandro Geraci per Repubblica Palermo, soffermandosi sulle qualità di Johnsen e Vavassori, sulla corsa alla promozione e sul prossimo impegno contro il Pisa.

Alessandro Geraci, su Repubblica Palermo, ha raccolto le dichiarazioni dell’ex calciatore rosanero.


Era allo stadio per Palermo-Carrarese. Che impressione le ha fatto Vavassori?

«Ero allo stadio, non mi perdo un appuntamento. Vavassori è un ragazzo molto interessante, ma corre meno di me. Non partecipa molto all’azione, ma quando va avanti palla al piede è impressionante. Deve lavorare, ha margini di miglioramento incredibili e diventerà un gran giocatore».

E Johnsen?

«È più simile a me perché è rapido, va a cercare il pallone e salta l’uomo. Mi rivedo in lui».

Le sue opinioni sulla stagione in corso?

«Rispetto ad altre annate vedo una squadra costruita per vincere. Il Palermo ha una panchina solida ed è completo in tutti i reparti. Se esce uno come Pohjanpalo, ad esempio, entra un sostituto altrettanto forte».

Tutti gli ingredienti sul piatto, dunque.

«Sono convinto che quest’anno andremo in A. Anche quando soffre, il Palermo ha dalla sua la mentalità e l’inventiva di calciatori che possono risolvere la partita in qualsiasi momento».

Nel corso dell’intervista concessa ad Alessandro Geraci per Repubblica Palermo, Vasari ha poi confrontato il calcio vissuto ai tempi di Arcoleo con quello della squadra attuale.

Lei era il braccio destro di Arcoleo, adesso i rosa sono guidati da Inzaghi.

«Ignazio, un maestro. Se capiva che qualcuno non sapeva calciare di sinistro, si fermava post allenamento e insegnava. Inzaghi, invece, è stato un campione ad alti livelli e ora sta dimostrando di essere un bravo allenatore. Sa cosa deve fare».

Il Palermo di oggi e quello dei Picciotti. Parallelismi?

«Sono situazioni nettamente diverse: il mio Palermo era costruito senza soldi e ci allenavamo in mezzo alla strada. Adesso, invece, ci sono tutti i presupposti per portare il Palermo in alto. Non manca niente».

Cosa prova pensando a quel periodo e all’approdo in A nel 2004 con Zamparini?

«Palermo per me è un sentimento inspiegabile. Rappresentare la mia città e avere indossato quei colori mi riempie di orgoglio e felicità. Spero arrivi a traguardi importanti perché i palermitani meritano più della B».

L’infrasettimanale col Pisa può diventare un pericolo?

«Le insidie ci saranno sempre, è un torneo complicato anche quando affronti l’ultima in classifica. Mai abbassare la guardia, bisogna continuare così. Secondo me il tecnico cambierà qualcosa, altrimenti diventa faticoso».

Parole che, nell’intervista realizzata da Alessandro Geraci per Repubblica Palermo, testimoniano la fiducia di Vasari nel progetto rosanero e la convinzione che la squadra di Inzaghi abbia tutte le qualità per puntare alla promozione.