Corriere dello Sport: “Aspettiamo Guardiola”
La decisione di Pep Guardiola sulla proposta della Nazionale non dipenderà dall’aspetto economico. Come racconta Fabrizio Patania sul Corriere dello Sport, l’ex allenatore del Manchester City potrebbe dire no soltanto per coerenza con la promessa fatta alla famiglia di fermarsi per un anno e scoprire cosa esiste oltre il calcio.
L’offerta dell’Italia, però, lo sta facendo vacillare. Secondo quanto riferisce Fabrizio Patania sul Corriere dello Sport, Guardiola si sarebbe anche infastidito davanti alle indiscrezioni relative a una presunta richiesta da 20 milioni di euro a stagione. Paolo Maldini, interpellato all’uscita dalla Lega, ha smentito con decisione: «Per Pep l’aspetto economico non è in alcun modo rilevante».
Le possibilità che Guardiola accetti il corteggiamento azzurro restano difficili da decifrare, ma la Figc non ha intenzione di arrendersi. Come sottolinea ancora Fabrizio Patania sul Corriere dello Sport, Maldini e Leonardo hanno invitato Giovanni Malagò ad avere pazienza e a lasciare aperto ogni spiraglio.
«L’ideale sarebbe nominare il ct entro questa settimana, ma ancora di più aspettare la persona che realmente vogliamo. C’è fretta, ma dentro di noi nemmeno tanta», ha spiegato Maldini. Sulla stessa linea Leonardo: «Vogliamo fare quanto prima, ma è fondamentale il percorso e si può aspettare per una cosa giusta. Ci sono i piani A, B e C. Nella nostra testa è tutto abbastanza chiaro».
Le ambizioni della nuova direzione del Club Italia sono elevatissime. Il Corriere dello Sport, attraverso il pezzo firmato da Fabrizio Patania, riferisce che prima di Guardiola era stato contattato anche Carlo Ancelotti. «Non possiamo nascondere di aver parlato con Ancelotti prima di contattare Pep. Ci sembrava giusto partire dai migliori al mondo», ha ammesso Maldini.
Guardiola sta valutando soprattutto il progetto sportivo, la situazione tecnica della Nazionale e le proprie motivazioni. La Figc, intanto, avrebbe margine per sostenere l’operazione. Il budget del 2026 è già stato chiuso, ma in caso di accordo bisognerebbe coprire soltanto quattro mesi di stipendio, rimandando il peso economico maggiore alle stagioni successive. Anche gli sponsor, davanti a un nome come quello di Guardiola, sarebbero pronti a intervenire.
Secondo Fabrizio Patania sul Corriere dello Sport, la Federazione ha deciso di attendere almeno fino al fine settimana, con la concreta possibilità di rinviare ogni comunicazione alla settimana successiva. Il Consiglio federale di martedì potrebbe comunque rappresentare un passaggio importante, anche perché devono essere completati i quadri dirigenziali del Club Italia con la nomina del capodelegazione e del team manager.
Tra le alternative resta Carlo Ancelotti, che però ha già risposto negativamente. L’allenatore è sotto contratto con il Brasile fino al 2030 e non intende venir meno all’impegno assunto. Malagò aveva già pensato a lui nel 2018, durante il commissariamento della Figc, e lo ha ricontattato per primo ricevendo un altro rifiuto.
Come evidenzia ancora il Corriere dello Sport, Andrea Pirlo appare difficile da considerare un semplice piano B dopo i tentativi effettuati per Ancelotti e Guardiola, anche se Maldini e Leonardo continuano a preferire il profilo di un tecnico giovane.
Roberto Mancini rappresenterebbe invece una soluzione sicura e di altissimo livello. Le sue idee tecniche, il 4-3-3 e l’attenzione al dribbling coincidono con l’identikit tracciato dalla nuova direzione, anche se restano alcuni dubbi sulla personalità e sulla gestione del comando.
Più distante, invece, la candidatura di Antonio Conte. Leonardo ha spiegato la filosofia che guiderà la scelta: «Noi vogliamo un allenatore che ragioni più o meno come noi. Conta trovare la sintonia e l’armonia di pensiero tra ct e direzione tecnica».
Il progetto, conclude Fabrizio Patania sul Corriere dello Sport, punta a costruire una vera metodologia di lavoro per la Nazionale, superando il vecchio modello basato esclusivamente sul rapporto tra presidente e commissario tecnico. L’obiettivo è garantire continuità anche nel caso in cui l’allenatore cambi dopo due anni, evitando di dover ripartire ogni volta da zero.
