Repubblica Palermo: “Il destino non è più nelle mani dei rosa, ma guai a mollare”

Palermo Sudtirol 3-0 (136) esultanza augello segre

Il Palermo torna da Pescara con una sconfitta che pesa più del semplice 2-1 maturato all’Adriatico. Come scrive Massimo Norrito su Repubblica Palermo, i rosanero escono dal campo sconsolati, consapevoli di aver perso un’occasione che poteva rappresentare una svolta nella corsa alla promozione diretta. Massimo Norrito su Repubblica Palermo sottolinea come, per lunghi tratti della giornata, la squadra di Inzaghi si fosse ritrovata a soli tre punti dalla vetta, prima che il pomeriggio prendesse una piega diversa.

Per fortuna si torna subito in campo. Domani sera al Barbera arriva il Mantova e, come evidenzia Massimo Norrito su Repubblica Palermo, in questi casi è fondamentale reagire immediatamente: «quando cadi dalla bicicletta, devi risalirci sopra subito». Eppure il ko dell’Adriatico lascia scorie profonde. Alla vigilia Inzaghi aveva dichiarato che il Palermo aveva il proprio destino tra le mani. Oggi, osserva Massimo Norrito su Repubblica Palermo, quel destino dipende anche dagli altri.


Venezia e Monza, ora avanti di sei punti, hanno un vantaggio consistente, pur con gli scontri diretti ancora da disputare. Ma si giocheranno lontano dal Barbera, e questo dato si intreccia con un altro tema cruciale: il diverso rendimento tra casa e trasferta. Nelle ultime quattro delle cinque gare giocate fuori, il Palermo, pur passando in vantaggio, si è fatto rimontare. È accaduto contro Avellino, Mantova, Sampdoria e Pescara, partite nelle quali sono stati lasciati per strada punti pesanti.

Con Sampdoria e Pescara, inoltre, è arrivato un inatteso crollo difensivo. Proprio la retroguardia, insieme ai gol di Pohjanpalo, aveva rappresentato uno dei pilastri della stagione rosanero. Blackout difficili da spiegare per una squadra che aveva costruito le proprie certezze sulla compattezza.

Norrito evidenzia anche un altro aspetto: l’impatto limitato dei cambi. I giocatori subentrati non sono riusciti a incidere positivamente, e in alcuni casi il loro contributo è stato negativo. Tuttavia sarebbe miope dimenticare quanto di buono fatto vedere nel corso dell’anno. Il campionato è ancora lungo e nulla è definitivamente compromesso.

Significativo, in questo senso, il gesto degli ultrà che hanno accolto la squadra al rientro da Pescara con cori e incitamenti. Un segnale di unità e maturità che può fare la differenza in questo finale. Il gruppo di Inzaghi, al netto di qualche passaggio a vuoto, ha ricucito il rapporto con la piazza e ha ancora molto da dire.

Ora non è tempo di calcoli né di tabelle. Serve applicazione, concentrazione e continuità. Per dirla con una massima cara al tecnico rosanero: testa bassa e pedalare. Il destino non è più soltanto nelle mani del Palermo, ma la corsa non è finita.

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