Palermo, ancora un crollo nei momenti decisivi

Palermo Juve Stabia 2-2 (64)

Dopo Monza serviva una risposta, ma il Palermo ha sprecato un’altra occasione. Al “Barbera” arriva solo un pareggio contro la Juve Stabia, l’ennesimo segnale di difficoltà contro le squadre tra le prime otto della classifica. Altri due punti lasciati per strada, con il rimpianto di non aver approfittato del passo falso del Monza sul campo della Reggiana. La Serie A si allontana, anche se non è ancora fuori portata.

REAZIONE A METÀ: SOLO PARI CONTRO LA JUVE STABIA

L’approccio alla gara è negativo per la squadra di Filippo Inzaghi, subito sotto dopo il rigore trasformato da Leone. Senza Ranocchia il Palermo perde ordine e tempi di gioco: manca il riferimento capace di dettare ritmo e pulire la prima costruzione, e il centrocampo finisce per sfilacciarsi. Blin vaga per il campo come un pesce fuor d’acqua, incapace di prendere in mano la squadra. La manovra rosanero resta lenta e prevedibile, senza mai creare reali difficoltà agli avversari.


Il cambio tattico di Inzaghi nella ripresa dà una scossa alla squadra. Come già visto all’U-Power Stadium, il tecnico passa al 4-2-4: dentro Le Douaron al fianco di Pohjanpalo, con Rui Modesto adattato da esterno d’attacco. La mossa dà i frutti sperati e in cinque minuti il Palermo ribalta il risultato: prima il rigore trasformato da Pohjanpalo, poi il sorpasso firmato dal capitano Bani. L’entusiasmo ritrovato sembra indirizzare la gara, ma il gol di Mosti riporta tutto in equilibrio. Nel finale la Juve Stabia si chiude, mentre i rosanero spingono senza però trovare la rete dei tre punti.

LA TENSIONE PESA: UN ALTRO PASSO FALSO NEL MOMENTO CHIAVE

Un passo falso che deve far riflettere. La squadra di Filippo Inzaghi non ha ancora vinto contro le prime otto in classifica: un limite evidente, che preoccupa anche in ottica di eventuali playoff. Il secondo posto resta a sei punti, ma il club di viale del Fante rischia di scivolare a -4 dal Frosinone e di vedere il Catanzaro avvicinarsi a sole tre lunghezze. Oltre ai risultati, preoccupa anche la gestione dei momenti chiave: la squadra sembra accusare la pressione proprio quando la stagione entra nella sua fase decisiva.

Con i due gol subiti oggi, i rosanero non sono più la miglior difesa del campionato, e Inzaghi dovrà essere bravo a ritrovare la solidità difensiva smarrita. Senza Ranocchia la luce si spegne troppo spesso: nelle cinque partite senza di lui il successo è arrivato soltanto una volta. Se il Palermo vuole davvero sedersi al tavolo delle grandi, deve imparare a uccidere le partite quando l’inerzia pende dalla sua parte, per non trasformare il sogno Serie A in un rimpianto.

Adesso non è però tempo di alibi: quello che conta è soltanto il campo. Le prossime tre sfide saranno il vero spartiacque della stagione, a partire dalla trasferta di sabato in casa del Padova.

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