Nuovo stadio di Palermo, il piano City: museo, verde e multifunzionalità
Un impianto identitario, aperto alla città e capace di vivere sette giorni su sette. È questa la visione che emerge dal Documento di fattibilità delle alternative progettuali presentato dal City Football Group e raccontato da Giancarlo Macaluso sul Giornale di Sicilia, che ricostruisce nel dettaglio il percorso verso il nuovo stadio di Palermo.
Secondo quanto riferisce Giancarlo Macaluso del Giornale di Sicilia, le opere realizzate per i Mondiali di Italia ’90 potrebbero essere in parte demolite e ricostruite. L’obiettivo è migliorare la visibilità del campo, il comfort degli spettatori e la gestione dei flussi, intervenendo su scale, accessi e collegamenti interni. La facciata storica di viale del Fante verrebbe preservata e valorizzata, mentre il museo del Palermo, oggi presente, sarebbe potenziato e inserito in un sistema più ampio che includerebbe negozi ufficiali, spazi di ristorazione e attività commerciali.
Come sottolinea ancora Giancarlo Macaluso sul Giornale di Sicilia, l’idea centrale è creare uno spazio capace di attrarre pubblico anche nei giorni senza eventi sportivi, rendendo l’arena economicamente sostenibile e meno dipendente dai risultati del campo. Centrale il tema dell’accessibilità, con un impianto realmente fruibile da famiglie, anziani e persone con difficoltà motorie.
Ampio spazio viene dedicato anche alle aree esterne: l’attuale zona, oggi percepita come una cintura rigida di sicurezza, verrebbe ripensata come spazio urbano vivo, con piazze e luoghi di aggregazione collegati al sistema verde della Favorita. Nei giorni senza partite, queste aree potrebbero trasformarsi in spazi pubblici aperti al quartiere. La separazione dell’area agonistica sarebbe garantita da infrastrutture mobili, manovrabili in tempi rapidi.
Nel suo approfondimento sul Giornale di Sicilia, Giancarlo Macaluso richiama anche esempi internazionali presi a modello: dall’Allianz Field di Minnesota, con l’integrazione di aree verdi e percorsi sicuri per l’ingresso e l’esodo dei tifosi, fino allo stadio del Fulham a Londra, progettato dallo studio Populous come struttura multifunzionale capace di ospitare sport, eventi culturali e iniziative pubbliche.
Il sogno più ambizioso resta la costruzione di uno stadio totalmente nuovo nell’area dell’ippodromo. Più praticabile, però, appare la strada della profonda riqualificazione del Renzo Barbera. Il 23 dicembre il club ha presentato ufficialmente il documento di fattibilità e ha chiesto al sindaco Roberto Lagalla la convocazione di una conferenza dei servizi preliminare, tenutasi lo scorso 22 gennaio. Un dossier di oltre 160 pagine, firmato dallo studio Populous, che – come evidenzia Giancarlo Macaluso sul Giornale di Sicilia – offre una gamma di possibilità per dotare Palermo di un impianto moderno e in linea con le ambizioni di una società che vuole tornare protagonista in Italia e in Europa.
Le proposte prevedono varianti che vanno da un intervento minimale a una rifunzionalizzazione radicale. I costi cambiano sensibilmente, così come i tempi. L’attuale convenzione, in scadenza nel 2032, potrebbe essere rinnovata e allungata per consentire al club di rientrare dall’investimento. I lavori procederebbero per stralci, garantendo l’uso dello stadio alla squadra, con una capienza finale compresa tra 30.000 e 36.000 spettatori, sufficiente anche per ospitare partite UEFA fino agli ottavi di finale.
Se l’ipotesi dello stadio nuovo resta sullo sfondo, il cuore del progetto resta la trasformazione del Barbera in un luogo vivo tutto l’anno. «Lo stadio non solo nei giorni di partita», è il concetto chiave che emerge dal documento, come conclude Giancarlo Macaluso sul Giornale di Sicilia: un punto di riferimento multiculturale, capace di riflettere la vitalità, la resilienza e l’orgoglio della città.
