FIGC, Christillin: «Malagò ha dimostrato il suo valore». E sul Mondiale: «Iran a rischio, Italia prima tra le escluse»

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Il futuro del calcio italiano e gli scenari internazionali si intrecciano nelle parole di Evelina Christillin, intervenuta ai microfoni di Radio Anch’Io lo Sport. Il membro italiano del Consiglio UEFA ha affrontato diversi temi, dal possibile ripescaggio dell’Italia al Mondiale fino alla corsa alla presidenza FIGC e alle riforme necessarie per rilanciare il sistema.

Sul fronte Mondiale, Christillin apre uno scenario inatteso: «Vedo abbastanza difficile la partecipazione dell’Iran al Mondiale. Il presidente della federcalcio iraniana ha detto che vogliono giocare, mentre il governo iraniano mi sembra molto più prudente». Una situazione ancora incerta, con tempi stretti: «Manca un mese e mezzo all’inizio del Mondiale, veramente difficile immaginare la loro partecipazione, anche se io me lo auguro».


In caso di esclusione, la decisione spetterebbe alla FIFA: «È tutto nelle mani della Fifa: secondo il regolamento 6.7 il Consiglio Fifa può decidere su suggerimento dell’amministrazione. Quindi decide Infantino e poi fa votare il Consiglio dando il suggerimento che è meglio seguire». In questo scenario, l’Italia avrebbe una posizione favorevole: «L’Italia ha il ranking più alto delle escluse, 12esima. Gli Emirati Arabi Uniti sono la prima squadra non qualificata dell’AFC». Ma Christillin aggiunge anche una riflessione personale: «Permettermi un suggerimento di cuore: l’anno scorso, con un rigore piuttosto inesistente al 97’, la Palestina è stata eliminata dall’Oman nelle qualificazioni asiatiche. Sarebbe un bel gesto ripescare Palestina in questo momento».

Spazio poi alla situazione italiana e alla successione a Gravina: «Da grande amica di Malagò e avendo lavorato tanto con lui, soprattutto in campo olimpico ma anche in giunta Coni in tempi lontani, penso che Giovanni abbia dimostrato sul campo quello che sa fare». Una candidatura importante, ma ancora tutta da giocare: «È una partita tutta da giocare, con il sistema elettorale ancora in vigore in Federcalcio e le suddivisioni in percentuali delle varie componenti».

Determinanti saranno i programmi: «Bisognerà vedere anche quali saranno i programmi proposti da entrambi, a partire dalla diminuzione delle squadre del campionato di Serie A». Un tema centrale all’interno di una riforma più ampia: «Sono tante le riforme da fare, soprattutto gli investimenti sui giovani, sugli italiani, sui vivai e sugli impianti».

Christillin indica anche un modello da seguire: «L’esempio della Germania è da seguire, anche dal punto di vista dei bilanci: non esiste squadra che abbia problemi di budget, mentre da noi la situazione è abbastanza drammatica». E aggiunge un punto critico: «Bisognerebbe aprire un file enorme sulla questione degli stipendi dei giocatori e dei procuratori e sul fatto che pesino per l’80% sul bilancio delle squadre. Nessun imprenditore è in grado di tener in piedi una cosa del genere».

Infine, il nodo dei giovani: «Bisogna partire dal basso. In più è evidente che le Nazionali Under funzionino benissimo. Ma poi dove vanno a finire questi ragazzi? Non è che la materia prima non ci sia, si disperde». E chiude con un riferimento anche alla fiscalità: «Anche la parte fiscale è importantissima: dai proventi delle scommesse al decreto Crescita che non c’è più. Ci sono tanti argomenti sul tavolo, vedremo cosa ne uscirà»

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