Repubblica: “Rivera si candida: «Se mi chiamano sono pronto. Mancini non può tornare»”
Nel pieno della crisi del calcio italiano, emerge anche la voce di Gianni Rivera. Come riportato da Repubblica, l’ex numero 10 azzurro non si tira indietro e apre apertamente a un possibile ruolo nella futura FIGC: «Se mi chiamano, io sono pronto».
Secondo quanto racconta Repubblica, Rivera osserva con amarezza la situazione attuale, definendola senza mezzi termini il punto più basso raggiunto dal movimento: «Direi di sì. L’Italia ancora fuori dalla Coppa del mondo è un disastro».
Come evidenzia Repubblica, l’ex campione individua il problema principale nella perdita di qualità tecnica e nella formazione dei giovani: «I giocatori sono meno bravi di un tempo. La tecnica di base è diminuita. Le colpe sono anche dei tecnici che formano i bambini».
Rivera propone quindi una rifondazione che parta dalle basi. Sempre secondo Repubblica, il suo progetto punta su sviluppo tecnico e strutture: «Bisogna curare la tecnica di chi inizia a giocare… aumentare le strutture e farli stare più tempo possibile in campo».
Non manca una posizione netta anche sul tema stranieri: «Per me dovrebbero esserci massimo tre giocatori stranieri nei club». Una proposta forte, che riapre il dibattito sulla valorizzazione dei talenti italiani.
Come sottolinea ancora Repubblica, Rivera considera inevitabili le dimissioni di Gravina e la conseguente uscita di Buffon: «È una questione di responsabilità… anche Buffon ha fatto un passo inevitabile».
Sulla panchina azzurra, invece, l’ex numero 10 invita alla prudenza: prima va eletto il nuovo presidente, poi si penserà al commissario tecnico. Un passaggio chiave per evitare ulteriori errori.
Tra i possibili successori, Rivera mostra apprezzamento per Abete: «È una persona seria e ha a cuore il calcio italiano». Ma ribadisce un principio: la politica non deve influenzare le scelte federali.
Infine, un richiamo alla memoria e all’identità del calcio italiano: l’assenza della Nazionale dal Mondiale «lascia un segno pesante», difficile da cancellare anche con il ritorno della Serie A.
