Repubblica: “Figc, torna l’ipotesi commissariamento: in bilico l’elezione di Malagò”

Giovanni-Malagò-1280x720-1

La partita sul futuro della Federcalcio e di Giovanni Malagò non è ancora chiusa. Secondo quanto riportato da Repubblica, la vicenda legata alla candidatura dell’ex presidente del Coni potrebbe arrivare fino alla Giunta del Coni e, nello scenario più delicato, aprire persino alla possibilità di un commissariamento della Figc.

Al centro della questione c’è il requisito del tesseramento di Malagò al momento della candidatura e, soprattutto, il procedimento attraverso il quale la Federcalcio ne ha certificato l’ammissibilità.


L’esposto contro la candidatura di Malagò

Come ricostruisce Repubblica, tutto nasce dall’esposto presentato dall’avvocato Renato Miele, a sua volta escluso dalla corsa elettorale.

Secondo Miele, Malagò non avrebbe potuto candidarsi perché non tesserato con la Figc. A luglio la Procura generale del Coni aveva quindi sollecitato il procuratore federale Giuseppe Chinè ad aprire un’inchiesta.

Chinè aveva successivamente chiesto l’archiviazione sulla base della propria interpretazione dello Statuto: le norme imporrebbero ai candidati di essere in regola con il tesseramento, dunque senza pendenze, ma non impedirebbero a una persona non tesserata di presentare la propria candidatura.

Taucer dice no all’archiviazione

Una lettura che non ha convinto il procuratore generale Ugo Taucer.

Come riferisce Repubblica, Taucer ha respinto la richiesta di archiviazione e chiesto a Chinè un’integrazione dell’istruttoria. Secondo la sua interpretazione dei principi informatori del Coni, infatti, il tesseramento rappresenterebbe una conditio sine qua non per potersi candidare.

Di conseguenza, secondo questa tesi, Malagò non avrebbe potuto partecipare alla corsa elettorale.

Malagò non avrebbe commesso alcun illecito

Il quotidiano precisa però un passaggio fondamentale: l’eventuale responsabilità non sarebbe di Malagò, al quale non viene attribuito alcun illecito.

La questione riguarderebbe invece il soggetto che, secondo lo Statuto, è chiamato a certificare le candidature: il segretario generale della Figc Marco Brunelli.

Ed è proprio su questo punto che la vicenda potrebbe assumere conseguenze molto più ampie rispetto alla sola posizione del presidente federale.

Martedì la questione può arrivare alla Giunta Coni

Taucer ha infatti trasmesso la propria relazione al Coni e, secondo quanto riportato da Repubblica, il presidente Luciano Buonfiglio sarebbe intenzionato a sottoporre la vicenda alla Giunta nella giornata di martedì.

In discussione non ci sarebbe soltanto la legittimità dell’elezione di Malagò, ma potenzialmente anche il corretto funzionamento della stessa Federcalcio.

Se la Giunta dovesse considerare l’errore nella certificazione della candidatura una grave violazione, potrebbe aprirsi uno scenario particolarmente pesante.

Lo scenario estremo: commissariamento della Figc

È qui che, secondo Repubblica, entra in gioco l’ipotesi più clamorosa: il commissariamento della Federcalcio.

Una possibilità che, se concretizzata, potrebbe determinare anche la conclusione della presidenza Malagò.

Al momento si tratta dunque di uno scenario legato alle valutazioni che dovranno essere compiute dagli organi competenti, ma la vicenda che sembrava indirizzata verso l’archiviazione torna adesso ad aprire interrogativi sul futuro dei vertici del calcio italiano.