Repubblica: “Super difesa e attacco vichingo. Ecco il Palermo che punta alla A”
Con la chiusura del mercato invernale, il Palermo entra nella fase decisiva del campionato di Serie B con una rosa rafforzata in modo chirurgico. Come analizza Alessandro Geraci su la Repubblica Palermo, la dirigenza rosanero ha scelto la via della continuità, puntellando ogni reparto senza stravolgere l’impianto costruito da Filippo Inzaghi.
Il tecnico, fedele al 3-4-2-1 sin dall’inizio della stagione, può ora contare su interpreti di categoria superiore, perfettamente integrabili in un sistema già collaudato. Gli arrivi di Giangiacomo Magnani, Rui Modesto e Dennis Johnsen non rappresentano una svolta tattica, ma l’evoluzione naturale di un progetto che guarda apertamente alla promozione, come sottolinea ancora Geraci sulle pagine di la Repubblica Palermo.
La filosofia resta invariata: pressione alta, verticalità immediata e gestione aggressiva degli spazi per soffocare la manovra avversaria. A cambiare sono gli interpreti, più funzionali e completi, capaci di rendere questi principi ancora più efficaci. In difesa, il rientro di Magnani dalla Reggiana alza sensibilmente il livello di una retroguardia già eccellente nei numeri, con appena 14 reti subite. Il centrale classe 1995 porta centimetri, leadership e qualità in impostazione, andando ad affiancare Bani, leader del reparto, e Ceccaroni sul centrosinistra.
Ma la vera forza del Palermo, come evidenzia Alessandro Geraci su la Repubblica Palermo, sta anche nella profondità delle alternative: Bereszynski, Peda e Veroli garantiscono soluzioni affidabili senza abbassare il rendimento complessivo, permettendo a Inzaghi di gestire rotazioni e imprevisti.
Il centrocampo a quattro rimane il motore dell’equilibrio rosanero. La coppia Segre-Ranocchia unisce corsa, interdizione e qualità, mentre sulle corsie Pierozzi e Augello assicurano spinta, assist e presenza offensiva. L’inserimento di Rui Modesto, esterno potente e duttile, amplia ulteriormente le opzioni, offrendo strappi e fisicità sia a destra che a sinistra, con il supporto di elementi come Gomes e Blin per dare maggiore solidità alla mediana.
Il vero salto qualitativo, però, arriva sulla trequarti. Dennis Johnsen è l’innesto che cambia passo: velocità, dribbling e capacità di attaccare la profondità. L’ex Cremonese non sostituisce Palumbo, ma lo completa, creando una coppia complementare capace di scardinare le difese chiuse. Un’analisi condivisa ancora da Geraci su la Repubblica Palermo, che evidenzia come la varietà di interpreti offensivi consenta a Inzaghi di modulare l’assetto anche a gara in corso, coinvolgendo Vasic o Le Douaron per aumentare energia e imprevedibilità.
Davanti, Pohjanpalo resta il terminale offensivo implacabile: 13 gol e una leadership silenziosa che trascina il gruppo. Corona è il suo naturale alter ego, completando un reparto offensivo finalmente profondo e competitivo. Il Palermo ha così completato il mosaico: ora la panchina extralarge e l’alternanza intelligente saranno le chiavi per trasformare questo potenziale in una corsa concreta verso la Serie A.
