Bari, Longo: «Non siamo squadra. A Padova per reagire»
BARI – «Oggi non siamo una squadra». È un’ammissione forte quella di Moreno Longo alla vigilia di Padova-Bari. Parole dirette, senza alibi, con il tecnico che si carica addosso tutte le responsabilità e chiama il gruppo a una reazione immediata.
La reazione e l’infermeria
«Spero che i ragazzi riescano a trasformare il dolore per la sconfitta di domenica in un risultato positivo», ha esordito. Sul fronte indisponibili: «Verreth lo avremo per la Sampdoria, c’è ancora un po’ di edema e non possiamo forzare. Resta fuori Dickmann, mentre sono recuperati Nikolaou e De Pieri».
La salvezza e l’identità smarrita
Longo non nasconde il momento delicato: «Ora si vede tutto nero e tutti pensano che siamo già retrocessi. Ma la salvezza è a quattro punti e il playout a due. Non dobbiamo mollare di un centimetro».
Il problema, però, è più profondo: «Sto cercando di farla diventare una squadra, perché squadra non lo è. Siamo un gruppo di giocatori senza un’identità precisa. Quando pensi da singolo succede quello che abbiamo visto dopo il gol preso dal Sudtirol. Se non diventi squadra, non appoggi nessuna idea».
Mai pensato alle dimissioni
«Mollare adesso sarebbe una resa. Prendersi le responsabilità è la strada giusta. Fare un passo indietro significherebbe lavarsene le mani». Longo si sente coinvolto fin dal primo giorno: «È come se fossi partito dal primo luglio. Con 11 giocatori nuovi e tre allenatori è normale non essere squadra. Non abbiamo avuto un mese normale di lavoro».
Il campo e la mentalità
«Abbiamo lavorato su tutto, mentale e tecnico-tattico. Ma serve qualcosa che vada oltre il controllo di allenatore, direttore e presidente. Le letture di campo dipendono dai calciatori. Dobbiamo andare oltre il compitino».
Dorval capitano e scelte
«L’ho scelto per le presenze, ma la fascia conta fino a un certo punto. Si può essere leader anche senza».
Sulla formazione: «Non guardo carta d’identità o curriculum, ma quello che vedo in settimana. Però ormai non contano più le parole, contano i fatti. Se potessi eviterei anche le conferenze».
Mane e Artioli
«Moussa sta vivendo un momento difficile, ma nessuno deve mettergli la croce addosso. È giovane e generoso. Artioli ha fatto bene con il Sudtirol, vuole il pallone e ha conoscenze importanti, ma dobbiamo valutarne la condizione».
Vecchi e nuovi: equilibrio da trovare
«Sapevamo che a gennaio poteva essere complicato trovare subito equilibri. Serve tempo, ma dobbiamo accelerare questo processo».
Moncini e Gytkjaer insieme?
«Possono coesistere, ma bisogna mettere tutti nelle zone in cui rendono meglio. Con due punte, per esempio, Rao è più difficile da collocare».
Il Padova
«Ha un’identità forte, si riconosce in campo. Non magari grandi individualità, ma un insieme che funziona. Vorranno eliminarci dalla lotta salvezza. Per noi è un incrocio fondamentale».
Longo non cerca scorciatoie. Il Bari deve diventare squadra in fretta. A Padova non c’è più spazio per rimandare.
