Stadio Barbera, la partita entra nel vivo: sette mesi decisivi
La ristrutturazione dello stadio Renzo Barbera entra nella sua fase più delicata e decisiva. Non tanto per le scadenze del cronoprogramma amministrativo, quanto per la finestra temporale che si apre da oggi a fine luglio, nella quale verranno concentrate tutte le scelte strategiche sul futuro dell’impianto. Come spiega Massimiliano Radicini sul Giornale di Sicilia, in questi sette mesi il Palermo si gioca la possibilità di trasformare un progetto in un cantiere reale, con l’obiettivo di avviare i lavori all’inizio del 2027.
Il lavoro di studio è stato affidato a Populous, società internazionale che in Italia ha firmato progetti a Milano e che ha curato alcuni tra gli stadi più iconici d’Europa e del mondo, come Etihad Stadium, Wembley, Emirates, Yankee Stadium e Tottenham Hotspur Stadium. Tuttavia, come sottolinea ancora Massimiliano Radicini sul Giornale di Sicilia, il progetto non è ancora entrato nel dettaglio architettonico: la fase attuale è prevalentemente strutturale e finanziaria, con valutazioni sull’asset esistente, sulla sostenibilità dell’investimento, sui volumi, sugli spazi accessori, sull’abbattimento delle barriere e sulla compatibilità normativa. Solo dopo la conferenza dei servizi si potrà entrare in una fase di approfondimento progettuale vero e proprio.
Il punto di partenza è chiaro: il nuovo Barbera nascerà sulla struttura esistente. L’ipotesi di una demolizione totale resta sullo sfondo perché comporterebbe tempi incompatibili con il percorso avviato. Populous sta lavorando su più direttrici, ma la priorità è verificare se l’attuale impianto possa garantire una vita utile di lungo periodo. Da questa analisi, evidenzia Massimiliano Radicini sul Giornale di Sicilia, dipenderà l’intero sviluppo del progetto.
Nel dibattito pubblico continua a intrecciarsi il tema di Euro 2032. La candidatura europea non è il motore del progetto, ma una possibile conseguenza di un ammodernamento epocale per la città. Per il Palermo e per il City Football Group l’obiettivo strategico resta uno stadio moderno e funzionale; l’Europeo potrebbe diventare sostenibile solo a fronte di un ulteriore investimento pubblico da parte dell’amministrazione comunale.
Ed è proprio qui che entra in gioco il ruolo delle istituzioni. Gli standard UEFA richiedono un impianto pubblico che vada oltre il perimetro dell’intervento sportivo. In assenza di una compartecipazione strutturata, il club non può farsi carico di tutte le spese. Come sottolinea Radicini sul Giornale di Sicilia, le risorse già coperte dal Palermo non possono essere considerate risolutive rispetto ai lavori ancora necessari, stimati in circa 9 milioni di euro.
Il cronoprogramma resta teoricamente rispettabile, ma i margini di manovra si stanno riducendo. Se le risposte dovessero arrivare in modo rapido e coerente, l’apertura del cantiere a inizio 2027 resterebbe un obiettivo ancora raggiungibile. I prossimi mesi, conclude Massimiliano Radicini sul Giornale di Sicilia, saranno realizing per capire quale sarà il reale futuro dello stadio Renzo Barbera.
