Repubblica: “Tragedia in Spagna, morto De Miguel dopo lo scontro con il portiere. Aperta un’indagine, rischio carcere fino a 4 anni”
Il calcio spagnolo è sconvolto dalla morte di Jesús De Miguel, attaccante trentenne del Tenerife, deceduto in seguito al terribile scontro di gioco con il portiere dell’Andorra Jesús Owono. Una tragedia avvenuta nei minuti di recupero della partita di Segunda División, che ha provocato un’ondata di dolore e commozione in tutto il mondo del calcio.
Come racconta Repubblica, la procura spagnola ha aperto un’indagine giudiziaria per accertare le circostanze dell’incidente. Il procedimento dovrà chiarire eventuali responsabilità, mentre la normativa spagnola prevede, nei casi di omicidio per grave negligenza, pene detentive fino a quattro anni.
Lo scontro al 98′: De Miguel colpito al petto dal portiere
Secondo la ricostruzione di Repubblica, l’incidente si è verificato al 98′ della sfida tra Tenerife e Andorra, disputata lunedì allo stadio Heliodoro Rodríguez López.
Il risultato era fermo sul 2-2 quando De Miguel si è lanciato all’inseguimento di un pallone aereo. Nello stesso momento, il portiere avversario Jesús Owono è uscito per intervenire sulla traiettoria.
L’impatto è stato violentissimo. L’attaccante del Tenerife è stato colpito al petto da una ginocchiata ed è crollato a terra privo di conoscenza.
L’arbitro ha mostrato il cartellino rosso al portiere dell’Andorra, mentre i calciatori delle due squadre hanno immediatamente richiamato l’attenzione del personale sanitario.
De Miguel è stato soccorso sul terreno di gioco e successivamente trasferito in ospedale in condizioni gravissime.
L’arresto cardiaco e il decesso annunciato dal Tenerife
Il calciatore è arrivato in ospedale dopo aver subito un arresto cardiaco.
Le sue condizioni sono apparse subito critiche e, durante la notte, il Tenerife ha comunicato un peggioramento del quadro neurologico.
Nella mattinata di martedì 3 novembre è arrivata la notizia più drammatica: Jesús De Miguel non ce l’ha fatta.
La società spagnola ha annunciato ufficialmente la scomparsa del proprio attaccante, provocando profonda commozione tra tifosi, compagni di squadra e addetti ai lavori.
La procura apre un’indagine: cosa rischia il portiere Owono
Uno degli aspetti più delicati della vicenda riguarda l’inchiesta giudiziaria avviata dopo il decesso.
Come evidenzia Repubblica, la procura ha aperto d’ufficio un fascicolo, come previsto nei casi di morte non riconducibile a cause naturali.
L’indagine dovrà ricostruire l’esatta dinamica dello scontro e verificare se emergano eventuali profili di responsabilità penale.
Il quotidiano richiama la normativa spagnola, che distingue tra omicidio derivante da grave negligenza e quello riconducibile a negligenza lieve.
Nel primo caso sono previste pene detentive da uno a quattro anni, mentre nel secondo è contemplata una sanzione pecuniaria.
L’apertura dell’indagine non equivale tuttavia all’accertamento di responsabilità a carico di Owono. Saranno gli approfondimenti giudiziari a stabilire se il comportamento del portiere abbia avuto rilevanza penale.
Owono travolto dagli insulti: chiusi i profili social
La tragedia ha avuto conseguenze pesantissime anche sul piano emotivo per Jesús Owono.
Il venticinquenne portiere della Guinea Equatoriale, espulso dopo lo scontro, ha appreso con profondo sconforto la notizia della morte dell’avversario.
Secondo quanto riportato dal quotidiano, il giocatore era stato accompagnato fuori dal campo da cori ostili provenienti dagli spalti.
Nelle ore successive è stato inoltre bersagliato da numerosi messaggi d’odio sui social network, fino alla decisione di chiudere i propri profili.
I compagni di squadra lo hanno descritto come una persona dal carattere buono e sensibile, profondamente colpita dall’accaduto.
Il dolore dell’Andorra e il messaggio di Gerard Piqué
Anche l’Andorra ha espresso immediatamente il proprio cordoglio attraverso una nota ufficiale.
«Con il cuore spezzato e devastati, vogliamo esprimere le nostre più sincere condoglianze».
Il presidente Ferran Vilaseca ha annunciato di aver chiesto alla Liga il rinvio della partita di domenica contro il Mallorca.
Parole di profondo dolore anche da parte di Gerard Piqué, ex difensore del Barcellona e proprietario del club andorrano.
«Mi dispiace con tutta l’anima».
Un messaggio che testimonia quanto la tragedia abbia colpito anche la società coinvolta nell’incidente.
Da Infantino a Messi: il mondo del calcio piange De Miguel
La morte dell’attaccante del Tenerife ha provocato reazioni in tutto il panorama calcistico internazionale.
Il presidente della Liga Javier Tebas ha espresso «profonda tristezza» per quella che ha definito «una perdita irreparabile».
Anche il presidente della FIFA Gianni Infantino ha voluto ricordare il calciatore.
«La sua scomparsa è una vera tragedia».
Lionel Messi ha manifestato il proprio cordoglio con poche parole:
«Non ci sono parole».
L’isola di Tenerife ha proclamato tre giorni di lutto, mentre la UEFA ha disposto un minuto di silenzio in memoria del giocatore.
Il sindacato chiede lo stop delle partite fino al 9 novembre
Come riferisce ancora Repubblica, l’Afe, il sindacato dei calciatori spagnoli, ha chiesto la sospensione di tutte le partite sul territorio nazionale fino al 9 novembre, comprese quelle delle competizioni europee.
La Champions League si è comunque disputata regolarmente, mentre sono state rinviate le partite di Coppa del Re previste nella giornata di martedì.
Una richiesta, quella del sindacato, nata dalla volontà di consentire all’intero movimento calcistico di fermarsi davanti a una tragedia di tale portata.
Chi era Jesús De Miguel: sei gol nelle prime cinque partite con il Tenerife
Jesús De Miguel, conosciuto nell’ambiente calcistico con il soprannome di DeMi, aveva 30 anni.
Arrivato al Tenerife nell’estate del 2025, dopo una carriera trascorsa lontano dai grandi riflettori, aveva trovato nel club delle Canarie la propria consacrazione.
Nelle prime cinque partite ufficiali aveva realizzato sei gol, stabilendo un record per un esordiente nei 103 anni di storia della società.
Era stato inoltre uno dei protagonisti della promozione in Segunda División, conquistando rapidamente l’affetto dei tifosi.
Durante l’estate aveva ricevuto diverse offerte, ma aveva deciso di restare a Tenerife per continuare il proprio percorso con la maglia biancoblù.
Una scelta dettata dalla volontà di consolidare quanto costruito e dimostrare ancora il proprio valore.
La sua carriera si è invece interrotta tragicamente a soli 30 anni, lasciando un vuoto profondo nella famiglia, nella società e nell’intero mondo del calcio.
