Corriere dello Sport: “Trasferte vietate, è allarme: già 40 partite senza tifosi ospiti. Stop anche per Palermo-Sampdoria”

palermo sampdoria 3-1 (2)

La trasferta, uno dei riti tradizionali del calcio italiano, sta diventando sempre più spesso un tabù. Dall’inizio della stagione sono già 40 le partite disputate senza tifosi ospiti “autoctoni” tra Serie A, Serie B, Serie C e Coppa Italia. A queste si aggiungono circa 50 gare soggette a limitazioni legate al possesso di una tessera.

È il quadro tracciato dal Corriere dello Sport, che mette in evidenza il ricorso sempre più frequente ai divieti preventivi per ragioni di ordine pubblico. Tra gli ultimi casi c’è anche Palermo-Sampdoria, con i sostenitori blucerchiati impossibilitati a seguire la propria squadra nella trasferta in Sicilia.


Da Palermo-Sampdoria a Milan-Napoli: raffica di divieti

Il numero assume ancora più rilevanza considerando che settembre è appena cominciato.

Come sottolinea il Corriere dello Sport, gli esempi riguardano tutte le categorie. I tifosi napoletani non hanno potuto seguire la propria squadra a San Siro, quelli della Fiorentina residenti a Firenze hanno dovuto rinunciare alla trasferta contro la Roma, mentre i genoani non hanno potuto assistere alla sfida con la Lazio.

Stop anche per i romanisti a Lecce, per i sostenitori della Sampdoria a Palermo e per quelli del Cerignola nel derby contro il Foggia. Per i tifosi della Roma è inoltre atteso un altro divieto in vista della trasferta contro il Torino di lunedì 14 settembre.

Il criterio della residenza

Il meccanismo utilizzato dalle autorità consiste principalmente nel vietare l’accesso allo stadio ai residenti nella città o nella provincia della squadra interessata dal provvedimento.

L’obiettivo è limitare la presenza dei frequentatori abituali delle curve nelle partite considerate maggiormente a rischio.

Il Corriere dello Sport evidenzia però una delle conseguenze di questo sistema: il provvedimento finisce per coinvolgere indistintamente anche famiglie e semplici appassionati estranei a qualsiasi episodio di violenza, utilizzando la residenza come criterio discriminante.

Altre undici partite considerate a rischio

I primi provvedimenti della stagione sono arrivati già durante i turni preliminari di Coppa Italia e Coppa Italia di Serie C disputati intorno a Ferragosto.

Adesso l’attenzione si concentra sulla determinazione numero 32 del 2026, datata 2 settembre, che segnala una nuova serie di incontri considerati a rischio.

Tra questi figurano Salernitana-Cavese, Casarano-Barletta, Salernitana-Potenza, Spezia-Livorno, Catania-Scafatese, Monopoli-Foggia, Napoli-Bologna, Lecco-Giana Erminio, Torino-Roma, Cavese-Sorrento e Foggia-Savoia.

Per queste gare l’Osservatorio ha rimandato al Comitato di Analisi per la Sicurezza la valutazione relativa all’introduzione di «adeguate misure di rigore». Secondo il Corriere dello Sport, la prassi mostra come questo passaggio conduca molto spesso a un successivo stop.

La stretta dopo gli scontri della scorsa stagione

L’inasprimento delle misure ha origine anche da quanto accaduto nella passata stagione. Nel giro di due settimane si verificarono prima contatti sull’A1 tra tifosi di Roma e Fiorentina, quindi quelli tra sostenitori di Lazio e Napoli.

Le quattro tifoserie furono colpite da una prima pesante misura, con lo stop alle trasferte fino alla conclusione del campionato.

Successivamente il Viminale ha continuato a considerare particolarmente delicato il fenomeno legato al tifo organizzato, coinvolgendo anche FIGC e leghe nelle attività di sensibilizzazione.

Il nodo delle norme e il paradosso degli spostamenti

C’è infine una questione normativa. Non è possibile stabilire semplicemente che la trasferta sia vietata ai tifosi di una determinata squadra, perché l’appartenenza calcistica non compare sui documenti personali. Da qui il ricorso alla residenza.

Si creano così situazioni paradossali: un tifoso residente nella provincia interessata dal divieto non può entrare allo stadio, mentre un sostenitore della stessa squadra residente altrove può farlo.

Inoltre, ricorda il Corriere dello Sport, le norme possono impedire l’accesso a un impianto, ma non limitare genericamente la libertà di spostamento in assenza di motivazioni individuali.

Emblematico il caso dei sostenitori della Lazio che, temendo un divieto per Bologna, avevano ipotizzato attraverso i social un «tour culturale alla scoperta delle chiese della città». Un’iniziativa che aveva immediatamente alzato il livello di attenzione delle autorità.

Il dato di questo inizio di stagione resta comunque significativo: 40 gare senza tifosi ospiti e circa altre 50 sottoposte a limitazioni, con il rischio che l’elenco continui rapidamente ad allungarsi.