L’onore dei vinti e la forza dei vincitori: Frosinone modello. Il punto di giornata in serie B

C’è l’onore di chi cade dopo aver lottato a lungo, ma anche quello di chi vince con merito e continuità. Il confronto tra Frosinone e Catanzaro racconta entrambe le facce del calcio, come sottolinea Tullio Calzone sulle colonne del Corriere dello Sport, andando oltre il semplice risultato finale.

Il Catanzaro conferma di essere una squadra strutturata e di valore, capace di tenere testa per oltre ottanta minuti alla splendida capolista. La resa arriva più per l’ingenuità di Frosinini, punito con un rosso diretto, che per un reale strapotere avversario. Ma, come evidenzia ancora Tullio Calzone sul Corriere dello Sport, questo nulla toglie alla solidità di un Frosinone che ha ampiamente meritato di restare lassù e di tagliare il primo traguardo stagionale.

Il titolo di campione d’inverno non è semplice retorica. I numeri certificano il primato dei giallazzurri: 41 punti al giro di boa, miglior rendimento nella storia del club, superiore anche ai 39 conquistati dal Frosinone di Grosso, e miglior attacco di sempre con 36 reti firmate da Ghedjemis e compagni. Come rimarca Tullio Calzone sul Corriere dello Sport, è il primato dei fatti, della concretezza e di un gioco che con Alvini non ha mai mostrato sudditanze psicologiche.

Un risultato tutt’altro che scontato se si considera il contesto. Le principali rivali per la promozione diretta sono state costruite con investimenti importanti e organici da Serie A. Il Frosinone no. La progettualità del presidente Maurizio Stirpe si è fondata sulla necessità: tanti giovani del vivaio, alcuni reduci dalla dolorosa retrocessione di due stagioni fa e una lezione durissima arrivata dalla salvezza sofferta dello scorso campionato, conquistata al termine di un’annata vissuta costantemente sul filo del baratro della Serie C.

Da qui nasce un modello virtuoso che, come sottolinea il Corriere dello Sport nell’analisi firmata da Tullio Calzone, interpreta in modo concreto le idee maturate da tempo dall’industriale laziale. La sostenibilità economico-finanziaria non è uno slogan, ma un principio guida, un vero “mantra” in un sistema sempre più complesso e fragile.

Un modello da emulare, che ha già fatto scuola anche tra gli avversari. Lo dimostra lo stesso Catanzaro, piegato ma non ridimensionato, reduce da cinque vittorie consecutive e protagonista di un girone d’andata sorprendente. La squadra guidata dall’ex romanista in panchina, con il ds Ciro Polito e il presidente Floriano Noto, condivide la stessa visione: ambizione sì, ma con i piedi ben piantati a terra. Un gruppo destinato ad andare lontano, al di là di una sconfitta che non cancella quanto di buono costruito.