Corriere dello Sport: “Italia, trappola Zenica: campo al limite e clima ostile per il sogno Mondiale”
ZENICA – Altro che stadio moderno: a Bilino Polje serviranno adattamento, carattere e nervi saldi. Come racconta Edmondo Pinna sul Corriere dello Sport, la sfida decisiva contro la Bosnia si giocherà in un contesto tutt’altro che favorevole per gli azzurri, tra condizioni ambientali difficili e un’atmosfera pronta a trasformarsi in una vera bolgia.
Secondo quanto riportato da Edmondo Pinna sul Corriere dello Sport, già il nome dello stadio racconta molto: “campo d’erba”, ma di verde, a Zenica, ce ne sarà ben poco. L’impianto, costruito negli anni ’70, presenta strutture datate, tribune a ridosso del terreno di gioco e un ambiente che punta tutto sull’intimidazione. Non a caso, come sottolinea Edmondo Pinna sul Corriere dello Sport, la Bosnia ha scelto proprio questo stadio per sfruttarne la tradizione e il fattore campo.
Il Bilino Polje, infatti, è storicamente un fortino: imbattuto per oltre un decennio tra il 1995 e il 2006. Un dato che pesa e che si accompagna alle dichiarazioni dei protagonisti, come Alajbegovic, che ha definito la sfida «brutale» con uno stadio «infuocato». Parole che, come evidenzia Edmondo Pinna sul Corriere dello Sport, descrivono perfettamente il clima che attenderà l’Italia.
Non solo atmosfera, ma anche condizioni strutturali e ambientali. La capienza è stata ridotta dalla FIFA a circa 8.800 spettatori, con una presenza limitata di tifosi italiani. Sugli spalti ci saranno anche gruppi organizzati come i BH Fanaticos e i Robijasi, pronti a spingere la squadra di casa.
Il vero problema, però, riguarda il campo. Come racconta Edmondo Pinna sul Corriere dello Sport, nelle ultime ore Zenica è stata colpita da neve e pioggia, trasformando il terreno di gioco in un potenziale pantano. Temperature rigide, intorno ai 2 gradi, e condizioni meteo instabili rischiano di incidere pesantemente sulla partita.
La FIGC ha subito attivato verifiche, inviando un proprio emissario sul posto. Una situazione critica che ha portato anche a modificare il programma della Nazionale: niente allenamento sul campo di gara, rifinitura a Coverciano e partenza nel pomeriggio per evitare di peggiorare ulteriormente le condizioni del terreno.
Come ribadisce Edmondo Pinna sul Corriere dello Sport, quella di Zenica sarà una sfida dentro e fuori dal campo. Non solo tecnica, ma anche mentale e ambientale. L’Italia dovrà adattarsi in fretta e rispondere colpo su colpo.
Benvenuti a Zenica: qui il Mondiale passa anche dal fango.
