Repubblica: “Rissa e vandalismi, i veleni di Palermo-Catanzaro”

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Non si è conclusa al triplice fischio di Palermo-Catanzaro la tensione legata alla semifinale playoff di Serie B del “Renzo Barbera”. Come racconta Valerio Tripi su Repubblica Palermo, continua il duro botta e risposta tra i due club dopo la rissa scoppiata nella tribuna autorità durante la gara.

Secondo quanto riportato da Valerio Tripi su Repubblica Palermo, protagonisti dell’episodio sarebbero stati Vincenzo Polito, figlio del direttore sportivo del Catanzaro Ciro Polito, alcuni accreditati calabresi e diversi spettatori palermitani presenti nel settore.


Nel racconto di Repubblica Palermo, la scintilla sarebbe nata dopo alcune parole di troppo e un gesto rivolto a Vincenzo Polito da parte di uno spettatore palermitano invitandolo a sedersi. Da lì sarebbe scaturita la rissa che ha coinvolto anche steward e dirigenti presenti in tribuna.

Secondo Valerio Tripi, alcuni steward sarebbero stati costretti a ricorrere alle cure mediche, mentre due dirigenti del Palermo sarebbero rimasti coinvolti dopo essere intervenuti insieme ai carabinieri per tentare di riportare la calma.

Il quotidiano evidenzia anche il forte contrasto tra le versioni fornite dalle due società. Da Catanzaro, infatti, il presidente Floriano Noto — assente al “Barbera” — avrebbe parlato di aggressioni subite dalla delegazione giallorossa e di «scene indecorose».

Tuttavia, come sottolinea Repubblica Palermo, i video acquisiti dalla Digos e circolati nelle ore successive alla partita mostrerebbero una dinamica differente rispetto a quella raccontata dal club calabrese.

Valerio Tripi riporta anche il comunicato ufficiale diffuso dal Palermo FC: «Il Palermo prende atto con estremo disappunto di dichiarazioni rilasciate da chi non era neanche presente, che mistificano del tutto la realtà».

Nel comunicato citato da Repubblica Palermo, il club rosanero parla di «uno scenario deplorevole, prima provocato e poi innescato da ingiustificabili condotte di membri della famiglia del ds Polito».

Il Palermo sostiene inoltre che quanto accaduto sarebbe «documentato da numerose testimonianze video già oggetto di valutazione da parte delle autorità di pubblica sicurezza e delle istituzioni sportive».

Nel pezzo firmato da Valerio Tripi si parla anche di ulteriori episodi contestati dal Palermo alla delegazione ospite: «Le aggressioni in tribuna unite agli atti registrati e documentati alle autorità competenti negli spogliatoi e in altre aree dello stadio».

Repubblica Palermo riferisce inoltre che la Digos starebbe indagando anche sul lancio di un petardo avvenuto nei pressi dell’ingresso degli spogliatoi al termine della gara.

Secondo quanto riportato dal quotidiano, l’allenatore del Catanzaro Alberto Aquilani avrebbe collegato quell’episodio al malore accusato da un fisioterapista del club calabrese, poi soccorso dal personale medico nel sottopassaggio del “Barbera”.

Lo stesso Aquilani, però, nel post partita avrebbe successivamente ridimensionato l’accaduto definendolo «episodi di campo».